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Mercoledì 8 novembre 2017 - 21:08

Il deputato all’Ars Udc De Luca arrestato a 2 giorni da elezione

Arresti domiciliari per evasione fiscale da quasi 2 milioni di euro, si difende via Fb: contro di me poteri forti. Bindi: fatto gravissimo
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Palermo, 8 nov. (askanews) – Non sono trascorse neanche 48 ore dal rinnovo dell’Assemblea siciliana, che il nuovo Parlamento regionale è stato travolto dal primo terremoto giudiziario: il neo deputato regionale dell’Udc Cateno De Luca è stato arrestato dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Messina con l’accusa di essere stato promotore di una evasione fiscale di circa 1 milione 750 mila euro.

De Luca è stato posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Fiumedinisi, e la sua lista alle regionali sosteneva il candidato Nello Musumeci, eletto presidente della Regione con oltre 830mila voti. Non è la prima volta che il sindaco di Fiumedinisi e di Santa Teresa di Riva viene arrestato. Nel 2011, infatti, fu coinvolto con l’accusa di abuso d’ufficio e tentata concussione, nell’inchiesta sul “sacco” del paese in provincia di Messina, e per quella vicenda fu costretto a dimettersi dalla carica di primo cittadino. Un’inchiesta giudiziaria andata avanti negli anni, e che proprio poche settimane fa aveva visto la procura di Messina avanzare una richiesta di condanna a 5 anni nei suoi confronti.

Dagli arresti domiciliari, De Luca si è difeso pubblicando un post su Facebook accompagnato da una sua foto mentre beve un bicchiere di caffè. “Sapevo già che mi avrebbero arrestato, perché già certi ambienti mi avevano avvertito – ha detto -. Oggi più di ieri vi dico che anche questo procedimento finirà come gli altri quattordici, archiviati o con sentenza di assoluzione. Chiedo scusa ai miei sostenitori ed elettori per ciò che subiranno nei prossimi giorni. Dedico questa ulteriore battaglia ai perseguitati dell’ingiustizia che non hanno avuto la forza ed i mezzi per ottenere giustizia. State sereni, io non mollo”.

Immediate le polemiche sollevate dall’arresto, amplificate dal fatto che il nome di De Luca era inserito in quell’elenco di “impresentabili” con inchieste giudiziarie pendenti, presentato dal Movimento 5 Stelle.

Tra i primi a commentare l’arresto del neodeputato siciliano è stata la presidente della Commissione nazionale Antimafia Rosy Bindi, che ha parlato di “fatto gravissimo, ma non il primo. Auguriamoci che possa essere uno degli ultimi – ha detto Bindi -.Il nome di De Luca era stato segnalato non solo da Cancelleri, ma anche dalla Prefettura e dalla Procura. È l’ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l’elettorato nel nostro Paese sono inadeguati e insufficienti. Non solo per i tempi a disposizione delle Commissioni elettorali per valutare la regolarità della situazione giuridica dei candidati, in base alle leggi, in particolare alla legge Severino”.

Pesanti critiche sono state espresse anche dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio per il quale “il centrodestra, con la complicità di gran parte dei media, se n’è fregato e oggi a causa della loro indifferenza e della loro arroganza i siciliani si ritrovano con un’assemblea regionale che non ha ancora cominciato a lavorare ma è già infangata da questo arresto. Alle prossime elezioni politiche corriamo il serio rischio che l’emergenza legalità che abbiamo denunciato in Sicilia diventi un’emergenza nazionale. Grazie ad una legge elettorale incostituzionale che favorisce le ammucchiate, il centrodestra di Berlusconi, Salvini e Meloni avrà gioco facile nell’imbarcare nuovamente una schiera di impresentabili e farli eleggere in Parlamento: non si sono fatti scrupoli in Sicilia, non se ne faranno a livello nazionale”.

L’Udc ha affidato ad una nota il commento dell’arresto spiegando come il partito, convinto che il deputato regionale saprà dimostrare la sua innocenza, abbia “appreso dalla stampa la notizia dell’arresto”. “L’Udc – prosegue la nota – ha avuto la massima diligenza nella formazione delle liste elettorali a tutela del partito e dei cittadini-elettori.Abbiamo chiesto a tutti i candidati dell’Udc e dei movimenti ad esso associati tra cui anche Sicilia Vera il certificato del casellario giudiziario e quello dei carichi pendenti a tutela dei Cittadini e della Onorabilità del Partito”.

Anche il leader della Lega Matteo Salvini, che alle elezioni siciliane sosteneva Musumeci insieme a Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc ha commentato osservando che “le liste vanno fatte controllando nomi e cognomi e guardando tutti in controluce. Ci era stata proposta una sua candidatura e nonostante i voti che portava, noi a Cateno De Luca avevamo detto no”.

A prendere le distanze da De Luca, che alle scorse elezioni ha raccolto oltre 5mila preferenze, è stato anche il presidente eletto della Regione, Nello Musumeci: “Se nella fase di composizione delle liste qualcuno non ha seguito i miei reiterati inviti alla prudenza – ha detto -, tutte le scelte che dipenderanno da me, invece, saranno improntate a questo criterio, nel rispetto delle mie convinzioni e in coerenza con la mia storia personale, a cominciare dalla formazione della giunta”.

Parole dure anche dal presidente uscente dell’Assemblea regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone, per il quale “i partiti avevano il dovere” di impedire che gli impresentabili fossero inseriti nelle liste, e “i candidati presidenti dovevano avere la forza e il coraggio di imporre ciò nella formazione delle liste”. Quindi Ardizzone ha rivolto un appello a Musumeci affinché “sappia resistere alle sollecitazioni che gli impresentabili sicuramente gli faranno. Se, per necessità, Musumeci si è fatto carico in queste elezioni del loro voto, una volta eletto, dovrà avere il coraggio, che non gli manca, di tenerli fuori”.

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