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Sabato 16 settembre 2017 - 12:05

Pisapia a Orlando: porte aperte per nuovo campo progressista

Bisogna cambiare le politiche e unire le persone
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Roma, 16 set. (askanews) – “Stiamo lavorando a un nuovo campo largo e inclusivo e tengo a dirvi che le porte di questo progetto politico sono spalancate a tutti coloro che hanno a cuore la ricostruzione del campo democratico e progressista. Mentre molti dividono ed escludono, continuo a pensare che si possa uscire dalle difficoltà soltanto insieme, mai da soli. E se qualcuno testardamente vuole continuare a procedere da solo, penso che noi abbiamo invece il compito di procedere insieme. Non per noi, ma per il Paese”. Lo dice Giuliano Pisapia, leader di Campo progressista nel messaggio inviato ad Andrea Orlando in occasione dell’incontro di ‘Dems’ dal titolo “Un nuovo centro sinistra per unire l’Italia”.

Pisapia era stato invitato all’iniziativa che si tiene a Roma ma, ha spiegato nel suo messaggio, “purtroppo, altri impegni non mi permettono di essere presente”. “Spero con tutto il cuore che abbiate successo nel vostro intento di ‘unire per l’Italia’, ha scritto.

“Da tempo perseguiamo un unico obiettivo: dare a un Paese in cui la crisi e la fragilità sociale hanno creato disagio e tolto opportunità alle famiglie e ai suoi figli, una proposta politica che possa tornare a dare speranza. La paura, la disperazione, la rabbia dei ceti sociali più colpiti dalla crisi rischia di essere raccolta dal populismo e da una destra che ogni giorno fomenta la guerra degli ultimi contro i penultimi, degli italiani contro gli stranieri, dei forti contro i deboli. Per questo – ha spiegato l’ex sindaco di Milano -Campo Progressista, da mesi, ha iniziato una faticosa avventura per chiedere discontinuità nel campo del centrosinistra. Non per velleità di personalismi ma per il Paese. Perché ancora oggi crediamo, e credo, che ci sia bisogno di cambiare e di unire. E non solo e non tanto le forze politiche. Cambiare le politiche e unire le persone. Cioè coloro che la crisi ha separato e reso fragili. Le diseguaglianze e le sacche di povertà estrema sono sotto i nostri occhi”.

“Una maggiore dignità sul lavoro, non nuova precarietà. Economia circolare e manutenzione del territorio, non la cementificazione fine a se stessa. Taglio delle tasse per i lavoratori e i ceti in difficoltà, non per coloro che se lo possono permettere. Finanziamenti per la ricerca e l’università, non tagli. Questi e purtroppo molti altri temi dobbiamo affrontare per dare speranza ai cittadini”, ha concluso.

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