Header Top
Logo
Martedì 26 Settembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
colonna Sinistra
Sabato 16 settembre 2017 - 21:39

“Giornalisti disonesti” (Beppe Grillo)

"Falsità"
20170916_213925_F94060B7

Roma, 16 set. (askanews) – “Disonesti sono i giornalisti”. E’ il titolo del post a firma MoVimento 5 Stelle pubblicato sul blog di Beppe Grillo in cui si accusa di aver fatto disinformazione sulle regole M5s in vista della scelta della premiership e la selezione delle nuove candidature al Parlamento.

“Chi è responsabile di un comportamento grave o non compatibile con i valori del MoVimento – ribadisce il blog di Grillo- viene sospeso ancor prima che arrivi un avviso di garanzia o una sentenza, e questo lo rende automaticamente incandidabile.

Possono candidarsi coloro che hanno ricevuto un avviso di garanzia come atto dovuto, nell’esercizio delle proprie funzioni, o perché raggiunti da una denuncia di un avversario politico. Se così non fosse avremmo portavoce, sindaci, consiglieri con le mani legate e la bocca chiuse, costretti a scegliere tra la possibilità di denunciare le porcate che accadono in Parlamento e sui territori o quella di censurarsi per evitare una denuncia e potersi candidare. E a qualsiasi partito basterebbe querelare tutti i portavoce del MoVimento 5 Stelle per farli fuori politicamente”.

“Ieri su questo blog -denuncia il post M5s- sono state pubblicate le regole per la scelta del candidato premier del MoVimento 5 Stelle, l’unica forza politica che fa votare i propri iscritti in Rete e dà la possibilità ai propri eletti, dalle circoscrizioni al Parlamento europeo, di correre per questa carica. Ma se vi aspettate che qualche giornale oggi lo abbia sottolineato o messo in risalto, rimarrete delusi. Leggerete però ovunque e a titoli cubitali che “il MoVimento 5 Stelle candida gli indagati”. Questa naturalmente è una notizia falsa, perchè le regole pubblicate ieri riprendono esattamente quanto è contenuto nel “Codice di Comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie”, votato dagli iscritti mesi fa”.

“I giornalisti – accusa M5s- queste regole le conoscono bene, ma in maniera disonesta preferiscono ignorarle e far passare, nei lettori e nei telespettatori, l’idea che il MoVimento abbia cambiato idea e addirittura aperto le braccia ai condannati.

Quando invece è l’unica forza politica che i condannati li tiene fuori dalla porta, mentre gli altri li candidano senza problemi”.

“Dice chiaramente – viene ricordato dal blog di Grillo- il Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle: ‘il comportamento tenuto dal portavoce può essere considerato grave dal Garante o dal Collegio dei probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello, anche durante la fase di indagine, quando emergono elementi idonei ad accertare una condotta che, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale, sia già lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del MoVimento 5 Stelle. La condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine”.

E ricorda: “Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’Appello, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, valutano la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce, a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale. E’ considerata grave ed incompatibile con il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del MoVimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo, eccettuate le ipotesi indicate all’ultimo comma.” Insomma, “la ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso, sempre salvo quanto previsto al punto 5″. Ed “è sempre rimessa alla discrezionalità del Garante e del Collegio dei Probiviri o del Comitato d’appello (e non comporta alcuna automatica presunzione in tal senso) la valutazione della gravità di fatti che configurano i c.d. reati d’opinione ipotesi di reato concernenti l’espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale”.

Tor/Int2

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su