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Venerdì 15 settembre 2017 - 17:42

Anpi: omicidio Ghersi ingiustificabile, ma non intacca Resistenza

Replica dopo polemica su ragazzina uccisa da partigiani nel 1945

Roma, 15 set. (askanews) – Lo stupro e l’omicidio di Giuseppina Ghersi sono un atto “terribile e ingiustificabile”, ma la vicenda “non intacca i valori della Resistenza”. Lo scrive l’Anpi in una nota diffusa dopo le polemiche degli ultimi giorni su una vicenda che risale al 1945. Nei giorni della liberazione, una ragazzina di 13 anni di Savona, appunto Giuseppina Ghersi, iscritta al Gruppo femminile fascista di Savona e sospettata di collaborare con appartenenti alla Rsi, venne violentata e uccisa, secondo quanto riportano le cronache, da una squadra partigiana.

Una brutta storia che il comune di Noli ha deciso di ricordare con una lapide, provocando la reazione dell’Anpi di Savona. “Al di là dell’età era una fascista”, ha affermato nei giorni scorsi alla stampa il presidente provinciale dell’Anpi Samuele Rago. “Eravamo alla fine della guerra è ovvio che ci fossero condizioni che oggi ci appaiono incomprensibili”.

Oggi, sulla vicenda, arriva la nota nell’Anpi nazionale: “L’Anpi ha sempre condannato gli atti di vendetta e violenza perpetrati all’indomani della Liberazione. E lo fa anche oggi rispetto alla vicenda terribile e ingiustificabile dello stupro e dell’assassinio di Giuseppina Ghersi”.

“Assieme – precisa l’Anpi – singoli episodi, per quanto gravissimi, non intaccano i valori della Resistenza e della Guerra di Liberazione nazionale, grazie a cui l’Italia, dopo anni di guerra, violenze e dittatura, ha conquistato pace, libertà e democrazia. L’Anpi resta e resterà impegnata a presidiare i valori e i principi della Costituzione repubblicana, interamente antifascista, nata dalla Resistenza”.

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