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Giovedì 14 settembre 2017 - 19:22

Pd, quell’aria di voto al Nazareno

Ipotesi scioglimento Camere a fine anno
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Roma, 14 set. (askanews) – Il Parlamento ha appena riaperto dopo la pausa estiva e, in attesa della sessione di Bilancio, sui principali temi in calendario (ius soli, legge elettorale, vitalizi) la situazione è di stallo. Anche per questo tra i parlamentari, sia alla Camera che al Senato, uno degli argomenti di discussione è quello sulla fine della legislatura.

Tra i parlamentari renziani circola un “calendario” ipotetico che vede lo scioglimento delle Camere tra fine dicembre e i primi di gennaio, per votare la prima o la seconda domenica di marzo.

Finita la sessione di bilancio, dunque, la legislatura, secondo gli uomini del segretario Pd, potrà essere considerata chiusa.

Certo, precisano tutti, “la decisione spetta al presidente della Repubblica”. Ma l’idea è quella di uno scioglimento anticipato, seppure di poche settimane. Del resto, già un mese fa, lo stesso capogruppo alla Camera Ettore Rosato aveva espresso la convinzione che “dopo il via libera alla legge di bilancio la legislatura sia ragionevolmente finita”. “Questo – spiega un deputato Dem vicino al segretario Matteo Renzi – è il calendario che circola. Sempre che, dopo le elezioni siciliane, i maggiorenti del Pd, in primo luogo Orlando e Franceschini, non aumentino il pressing su Renzi per fare una nuova legge elettorale e in quel caso si voterebbe ad aprile”.

Già oggi il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in una intervista a ‘La Stampa’, ha invitato i vertici del Nazareno a non abbandonare l’idea di cambiare il sistema di voto. “Credo – ha detto – che in una parte del gruppo dirigente del Pd ci sia la tentazione di mettere la legge elettorale su un binario morto.

Errore gravissimo. Dobbiamo smettere di dire che si cambia solo con il consenso di tutti i partiti, perché è evidente che il M5S non ci sta. Dobbiamo cercare il consenso più largo possibile ma andare avanti comunque”.

“Ma a Renzi, in fin dei conti, la legge uscita dalla Consulta va bene e lo dice dal 5 dicembre – spiega un senatore – e anche al Movimento 5 stelle piace. E se i grillini non vogliono cambiare la legge, al Senato è impossibile farlo. Dunque Orlando, chiedendo di andare avanti senza il M5s, dice una cosa che non è realistica”.

Resta da capire, comunque, come arrivare all’ipotetico scioglimento, che può avvenire solo con le dimissioni del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni o con una crisi causata da un incidente parlamentare, ad esempio proprio sullo ius soli.

Che si voti a inizi di marzo o un mese dopo, però, non cambierebbe molto. La campagna elettorale di Renzi è di fatto già partita, con le presentazioni a tappeto del libro “Avanti” (che “continua ad andare alla grande”, ha scritto oggi nella e-news) e la partecipazione alle varie feste de l’Unità. Oggi il segretario è a Frascati e a Roma, domani sarà a Milano, Pavia e Barzago, in provincia di Lecco. E poi partirà per il viaggio in treno in tutti i capoluoghi di provincia italiani. Un tour che prenderà quasi due mesi e che vedrà l’impegno massiccio del partito proprio quando il Pd celebrerà i dieci anni dalla sua nascita, il 14 ottobre. E chissà se, almeno sui festeggiamenti, le varie anime democratiche si troveranno unite.

Afe/Int2

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