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Lunedì 29 maggio 2017 - 20:09

Legge elettorale, il sistema tedesco piace sempre di più (anche al M5S)

Scontro Pd-Ap sulla soglia di sbarramento
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Roma, 29 mag. (askanews) – L’incontro del “suggello” non ci sarà.

Per ora è bastato sentirsi al telefono (l’ultima volta oggi) per decretare che il dado è tratto. Matteo Renzi e Silvio Berlusconi avrebbero chiuso l’intesa che porterà al varo di un sistema elettorale tedesco, aprendo contemporaneamente le porte a un voto anticipato in autunno.

Domani la parola definitiva, per quanto riguarda i dem ,la darà la Direzione nazionale, convocata dal segretario alle 18. Il partito del “proporzionale puro”, tuttavia, ha anche molti altri sostenitori. Come è chiaramente emerso dagli incontri, a un doppio livello, che il Pd sta tenendo fuori e dentro il Parlamento. I capigruppo dem insieme al relatore Emanuele Fiano hanno infatti incontrato le delegazioni di Mdp e M5s, mentre il segretario nella sede del Nazareno ha visto i socialisti di Nencini, Sinistra italiana di Nicola Fratoianni e la delegazione di Ap guidata da Angelino Alfano. Ed è proprio con il partito del ministro degli Esteri che si sono registrate le maggiori difficoltà. Il problema non sta tanto nel proporzionale quanto in quella soglia di sbarramento al 5% che per i centristi sarebbe proibitiva e sulla quale il Pd non sembra intenzionato ad arretrare. “La soglia di sbarramento al 5% anche in Italia, come avviene già in Germania, è ragionevole ed è saggio e sano che sia conservata”, chiosa il capogruppo Ettore Rosato.

Lo stesso Renzi avrebbe parlato di “posizioni distanti” tirando le fila dell’incontro. Per giovedì Alfano ha convocato una direzione del suo partito per fareì – spiega il capogruppo a Montecitorio, Maurizio Lupi – le dovute valutazioni.

A favore del tedesco, dopo la consultazione degli iscritti, si è schierato anche il M5s, che ha avanzato pure l’ipotesi di un premio di governabilità, il quale viene però definito prescindibile. Ok anche da Sinistra italiana, che ha spiegato di non aver alcun problema con la soglia del 5% purché si tratti di un proporzionale “puro” e “senza trucchi”. Nessuna richiesta di intervenire sullo sbarramento del 5% nemmeno da Mdp. Per domani pomeriggio è inoltre previsto l’incontro, a livello parlamentare, tra Pd e Fi: un confronti dall’esito scontato visto che da mesi ormai gli azzurri tifano per il sistema tedesco.

A questo punto, Matteo Renzi vede davvero la tanto agognata possibilità di un voto anticipato. Ne avrebbe fatto cenno anche durante gli incontri avuti al Nazareno, sebbene – viene spiegato – non abbia indicato una data. Quanto al rischio di esercizio provvisorio, paventato dai detrattori delle urne in autunno, fonti del Pd spiegano che comunque, anche se ci dovesse essere una lunga fase di composizione del nuovo governo, ci sarà comunque un esecutivo in carica (ossia quello di Paolo Gentiloni) che si potrà occupare di scrivere la manovra. “Se c’è un minimo di senso di responsabilità da parte del nuovo Parlamento – spiega Rosato – l’esercizio provvisorio non si realizzerà. Il governo oggi in carica potrà approvare e presentare la sua legge di bilancio e il nuovo Parlamento potrà approvarla, con le determinazioni più di dettaglio del caso”.

Bac/Int9

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