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Martedì 4 aprile 2017 - 20:42

Def, pressing di renziani e Ap sul governo: “No nuove tasse”

Padoan incontra deputati Dem, divergenza su privatizzazioni e catasto
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Roma, 4 apr. (askanews) – Renziani e Alternativa popolare in pressing sul governo, in vista del varo del Def che arriverà lunedì in Consiglio dei ministri.

Oggi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha incontrato, alla Camera, i deputati Dem. Al termine dell’incontro di circa due ore, il ministro si è detto “soddisfatto” per uno “scambio fruttuoso di idee”. Ma le tensioni non sono mancate, in particolare sulle privatizzazioni e sulla riforma del catasto. Per il titolare di via XX settembre, infatti, sulle privatizzazioni bisogna andare avanti perchè “sono uno strumento che non serve solo alla riduzione del debito, ma anche all’efficientamento del sistema delle imprese”. E anche sulla riforma del catasto Padoan ha detto di voler procedere su un intervento di cui si parla ormai da tempo.

Temi su cui, però, la pattuglia renziana ha dato l’altolà al ministro, con una posizione riassunta, in serata, dal capogruppo Ettore Rosato. “Pensare di privatizzare settori strategici del nostro ‘sistema Italia’ – ha scritto su Facebook – richiederà una riflessione ulteriore. In particolare meglio fermarsi su Poste e Ferrovie. Così come sulla riforma del catasto andrà fatto qualche approfondimento”. Il capogruppo Dem, però, nega che ci sia con un contrasto con il ministro, assicurando che Padoan “ha ribadito l’idea di lavorare, in perfetta sintonia e continuità con quanto fatto nei mille giorni di governo Renzi, a rilanciare la crescita, diminuire la pressione fiscale e garantire equità, semplificazioni e investimenti”.

E anche Matteo Renzi, al Tg3, ribadisce il ‘no’ a nuove tasse, smentendo però un conflitto con Padoan. “La riduzione delle tasse – ha spiegato – ha portato gli 80 euro, l’Imu, la Tasi, l’Irap-costo del lavoro… Bisogna continuare, dicendo una cosa semplice: se le tasse vanno giù, l’economia cresce. I denari per ridurre le tasse li abbiamo trovati con la flessibilità, con le battaglie in Europa e tagliando gli sprechi. Penso che si possa continuare in questa direzione e Padoan ha detto esattamente che andremo in questa direzione. Chi vuole aumentare la benzina e l’Iva è fuori strada”.

Se i renziani hanno voluto marcare la loro posizione in vista del Def, anche Alternativa popolare ha piantato la sua ‘bandierina’. Dopo le polemiche a mezzo stampa dei giorni scorsi, oggi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha incontrato i capigruppo di Camera e Senato Maurizio Lupi e Laura Bianconi, che hanno espresso la loro preoccupazione per lo “spostamento a sinistra dell’azione di governo”. In primo luogo Ap ha posto il problema dei voucher. “Sui voucher – ha riferito Lupi dopo un’ora e mezzo di confronto – abbiamo ribadito con forza, e mi pare che abbiamo trovato la quadra, che non è pensabile che non ci sia una normativa per famiglie, piccole imprese, studenti, i cosiddetti mini jobs. L’iter sarà l’approvazione rapida, entro la prossima settimana, del decreto per l’abolizione dei voucher e l’approvazione, entro il 15 maggio, di un decreto che permetta di non avere vuoti normativi”. Per quanto riguarda il Def, “a Gentiloni abbiamo detto che nel Def e nella manovrina non accettiamo che ci sia un aumento della tassazione” mentre bisogna andare “avanti con le privatizzazioni e l’abbattimento del debito” e varare “interventi per le famiglie e la revisione dell’Isee”.

Gentiloni, da parte sua, è certo che il governo abbia i numeri e lavora per “sminare” il terreno. In questa strategia rientra l’incontro di oggi con Ap, ma anche quello che il premier avrà giovedì con i capigruppo di Mdp: ascoltare tutti per soddisfare le richieste dell’Europa e allo stesso tempo per tenere unita la sua composita maggioranza. Le cui differenze sono acuite dal congresso Pd, ma anche dalla necessità di marcare le differenze con l’avvicinarsi delle elezioni, al più tardi nel febbraio prossimo.

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