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Lunedì 20 marzo 2017 - 18:54

Mattarella prepara intervento a Camere: mondo ha bisogno di Ue

Mercoledì in seduta comune discorso da "europeista convinto"
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Roma, 20 mar. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sta preparando con i suoi collaboratori l’intervento che terrà mercoledì davanti le Camere riunite, in occasione delle celebrazioni del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. Trattati che segnarono di fatto la nascita dell’attuale Unione europea. Un intervento i cui contenuti devono ancora essere definiti nei particolari ma che non potranno, nell’impianto generale, discostarsi da quanto detto in più di una occasione sull’Europa dal capo dello Stato.

Un presidente assolutamente “europeista” Mattarella, nel naturale solco tracciato dai suoi predecessori Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano e che ha spesso ripetuto come “il mondo abbia bisogno dell’Unione europea”. Concetto sviluppato, tra gli altri, negli interventi (e dai quali evidentemente partirà per sviluppare il suo discorso) nel 2015 al Forum Ambrosetti, alla London School of Economics e davanti al Parlamento europeo a Strasburgo e lo scorso 17 marzo al Quirinale, ricevendo i presidenti dei parlamenti dell’Unione.

“Malgrado lo spirito critico con cui si guarda ai limiti dell’Europa di oggi, mi sento, personalmente, più europeista che mai”, erano state le parole del capo dello Stato in varie occasioni. L’Ue è un progetto che “non può considerarsi pienamente realizzato”, è ancora “un cantiere in costruzione”. Ma lo spirito comunitario “non si è affievolito” anche se, aveva detto, “lo smarrimento che viene percepito in questi tempi è per certi versi inedito”.

L’Europa, aveva avuto occasione di dire Mattarella, “è un riferimento”, è “un ideale. Un sistema di valori basato sulla pace tra le sue nazioni, sulle libertà e sul rispetto dei diritti dei cittadini”. Per questo “abbiamo bisogno di decisioni di lungo periodo, che indichino una direzione di marcia”.

L’Unione europea, aveva ancora detto il capo dello Stato, “rappresenta, nel contesto internazionale e nell’immaginario collettivo, un punto di riferimento per ogni persona, popolo e Stato che basi il suo sviluppo sulla pace” e rappresenta “un argine politico contro l’oscurantismo”. Insomma il mondo “ha bisogno dell’Europa, e ha bisogno di un’Europa unita”.

Mattarella, nel suo intervento non potrà non collocare l’Italia e il ruolo del nostro Paese nel quadro europeo. “La nostra visione dell’Europa e del suo futuro” si inserisce, ha detto il presidente, “nel solco di uno spirito ed un sentimento europeista, che da più di 60 anni, continua a rimanere al centro del dibattito politico e dell’azione internazionale dell’Italia”. L’Italia, ha sottolineato più volte, “è tra i sostenitori di questa istituzione, convinta com’è della sua funzione essenziale nel processo di progressivo approfondimento della coesione politica dell’Unione Europea e di consolidamento del suo fondamento democratico”.

Altro tema che sicuramente il capo dello Stato toccherà è quello dell’Unione europea a due velocità, rilanciato dal vertice a quattro di Versailles tra Francia, Italia, Germania e Spagna. Probabilmente i termini non saranno quelli cari ai media (come “due velocità”) ma sicuramente si parlerà, come già accaduto, di “maggiore integrazione, ovvero “più Europa”. Un concetto che appartiene a quello delle “scelte strategiche e irreversibili per le quali decisioni coraggiose oggi costituiscono investimenti vantaggiosi per il domani. E’ indubbio però che questa conclusione necessiti, per essere efficace e non velleitaria – sono state le parole del capo dello Stato – di venire declinata a seconda delle diverse sensibilità e situazioni che troviamo oggi nell’Unione”. Da una parte “abbiamo infatti l’Eurozona, con le sue necessità di ribilanciamento; dall’altra, un gruppo di Paesi che hanno scelto forme diverse di integrazione in alcuni settori”. In ogni caso, è la sua posizione di fronte alla moneta unica, “è un’illusione pensare che la fine dell’euro, o un suo indebolimento, possa restituire agli Stati nazionali la sovranità perduta: è la storia a renderne inattuali alcuni elementi”.

La celebrazione dei Trattati, ha ricordato Mattarella incontrando i presidenti dei Parlamenti Ue, “significa celebrare sessanta anni di pace, di benessere e di sviluppo come mai il nostro Continente ha conosciuto. L’Unione, del resto, con il suo vincolo di solidarietà, ha contribuito e contribuisce a garantire la sicurezza dei Paesi che la compongono”. E “in un mondo sempre più fondato su protagonisti di grandi dimensioni, di veri e propri giganti istituzionali, l’Europa non può rinunziare al suo ruolo, e alle sue possibilità di influenza, facendosi più piccola”.

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