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Venerdì 17 marzo 2017 - 14:48

Attività di governo del 17 marzo 2017

Governo abroga i voucher e riforma normativa su appalti, decreto fa saltare i referendum della Cgil
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IL FATTO:  Il Consiglio dei ministri si è riunito venerdì 17 marzo 2017, alle ore 11.25 a Palazzo Chigi sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni, segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi. In apertura del Consiglio dei ministri, la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi ha comunicato i dati aggiornati sullo stato di attuazione del programma. Dal Consiglio dei ministri del 21 febbraio sono stati adottati 16 ulteriori provvedimenti attuativi, di cui 15 riferiti ai precedenti esecutivi. La riunione è terminata alle ore 12,47. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato un decreto legge volto a sopprimere l’istituto del lavoro accessorio (c.d. voucher) e a modificare la disciplina sulla responsabilità solidale in materia di appalti. In relazione al lavoro accessorio, si prevede un regime transitorio per consentire l’utilizzo, fino al 31 dicembre 2017, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto legge. Con riferimento alla disciplina in materia di appalti di opere e servizi, il provvedimento mira a ripristinare integralmente la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per garantire una miglior tutela in favore dei lavoratori impiegati.

OBIETTIVO SUL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 17 MARZO 2017: Editoria, nuove norme per stati di crisi e prepensionamenti nelle aziende editoriali. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che prevede disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198 (legge di riforma dell’editoria). La nuova disciplina estende alle imprese editrici il regime vigente per la generalità delle imprese del comparto industriale in tema di accesso alle misure di integrazione salariale straordinaria; in particolare, vengono uniformati i requisiti di accesso, così come le causali per le quali le imprese possono chiedere i trattamenti di integrazione salariale, ovvero la riorganizzazione aziendale in presenza di crisi, la crisi aziendale (compresi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa anche in costanza di fallimento) e il contratto di solidarietà. Anche la durata massima dei trattamenti (24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile) e gli altri aspetti qualificanti dell’istituto (contribuzione figurativa per i periodi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, oneri contributivi ordinari e straordinari a carico dei lavoratori e delle imprese) sono disciplinati in conformità a quanto prescritto per i lavoratori e per le imprese degli altri comparti. In particolare, si introduce, a carico delle imprese editoriali che accedono alla cassa integrazione, un contributo crescente in relazione alla durata del beneficio. Per quanto riguarda i nuovi requisiti di accesso ai trattamenti anticipati di vecchiaia per i giornalisti, si stabilisce che il requisito di anzianità contributiva sia pari a 25 anni, in luogo degli attuali 18. Inoltre, si prevede l’applicazione del meccanismo di adeguamento del requisito all’aspettativa di vita, secondo i criteri generali oggi vigenti nell’ordinamento pensionistico. Il trattamento in questione, infine, può essere fruito con un anticipo massimo di cinque anni rispetto all’età anagrafica stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia nel regime previdenziale dell’INPGI, che è stata recentemente innalzata. Si confermano, infine, il divieto per i giornalisti prepensionati di mantenere rapporti di collaborazione e l’obbligo per gli editori di effettuare nuove assunzioni, nel rapporto di un nuovo assunto ogni tre prepensionamenti.

LE ALTRE DECISIONI DEL CDM DEL 17/3/2017: Attuazione regolamento Ue sull’etichettatura dei prodotti alimentari. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e dei ministri proponenti, ha approvato un decreto legislativo di attuazione della direttiva n. 1169/2011 del 25 ottobre 2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori che disciplina l’indicazione obbligatoria nell’etichetta della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento. Il decreto prevede, per i prodotti alimentari preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività, la reintroduzione dell’indicazione obbligatoria sull’etichetta della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, al fine di garantire, oltre ad una corretta e completa informazione al consumatore, una migliore e immediata rintracciabilità dell’alimento da parte degli organi di controllo e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute. In attuazione dei principi e criteri direttivi previsti dalla legge di delegazione europea 2015, si disciplina inoltre un rafforzamento e una semplificazione del sistema sanzionatorio nazionale per le violazioni delle disposizioni stabilite dal provvedimento, individuando quale autorità amministrativa competente il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, fatte salve le competenze spettanti ai sensi della normativa vigente all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché quelle degli organi preposti all’accertamento delle violazioni. -Attuazione direttive Ue sulla qualità dei combustibili e la promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e dei ministri proponenti, ha approvato un decreto legislativo che introduce misure necessarie all’attuazione e all’adeguamento della normativa nazionale a due direttive europee già recepite, introducendo modifiche a due decreti legislativi vigenti: il decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, che reca misure in materia di qualità della benzina e del combustibile diesel e il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, con il quale è stata trasposta nel nostro ordinamento la direttiva 2009/28/CE. Tra le novità si segnalano: le nuove modalità di calcolo delle emissioni di gas serra da parte dei fornitori di carburanti e di elettricità utilizzata nei veicoli stradali, ai fini del rispetto degli obblighi annuali di comunicazione, nonché dell’obbligo di riduzione, entro il 2020, delle emissioni gas serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti e dell’elettricità fornita; la previsione di ulteriori precisazioni con riferimento agli obblighi di comunicazione da parte dei fornitori di carburanti agli Stati membri; la previsione della possibilità di conteggiare i biocarburanti ad uso aviazione (finora esclusi dal campo di applicazione della normativa di settore), ai fini del raggiungimento dell’obbligo di riduzione delle emissioni di gas serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti e dell’elettricità fornita; l’introduzione di un tetto massimo al contributo dei biocarburanti prodotti a partire da materie prime in competizione con il mondo alimentare, ai fini dell’obiettivo di utilizzo di fonti rinnovabili nei consumi energetici nel settore dei trasporti. -Attuazione della direttiva Ue sull’ordine europeo di indagine penale Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha approvato un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/41/Ue che introduce nell’ordinamento l’ordine di indagine europeo, fondamentale strumento di cooperazione giudiziaria penale con i Paesi membri dell’Unione, destinato a facilitare la collaborazione e il coordinamento degli organi di investigazione per il contrasto alla criminalità transnazionale. Si tratta di uno strumento che opererà sia nella fase delle indagini che in quella successiva all’esercizio dell’azione penale e che consentirà la diretta corrispondenza tra le autorità competenti dei diversi Stati in materia di sequestro, intercettazioni, ascolto di persone, acquisizione di informazioni presso banche e istituti finanziari. Sul piano processuale, l’ordine di indagine europeo consentirà di rendere più rapida la raccolta di prove penali e più agevole la loro circolazione e utilizzazione sul territorio dell’Unione, sulla base del principio del mutuo riconoscimento. Il decreto completa, infine, l’opera di adeguamento dell’ordinamento interno in tema di cooperazione giudiziaria penale, avviata con l’attuazione di numerose decisioni-quadro e direttive in materia di reciproco riconoscimento dei provvedimenti giudiziari, di prevenzione dei conflitti di giurisdizione in ambito Ue e di operatività delle squadre investigative comuni. Nomine Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra della difesa Roberta Pinotti, ha deliberato il conferimento dell’incarico di Vice Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri al generale di corpo d’armata Vincenzo Coppola Leggi regionali, dal governo sette nulla osta e due rinunce ad impugnative Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali Enrico Costa, ha esaminato sette leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha quindi deliberato di non impugnare le seguenti leggi:

1) legge Regione Campania n. 6 del 20/01/2017 ‘Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n.126. Importo euro 467.927,28’;

2) legge Regione Campania n. 3 del 20/01/2017, ‘Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2017 – 2019 della Regione Campania – Legge di stabilità regionale 2017’;

3) legge Regione Marche n. 1 del 27/01/2017 ‘Anticipazione finanziaria per fronteggiare la crisi sismica’;

4) legge Provincia Bolzano n. 1 del 27/01/2017 ‘Modifiche della legge provinciale 17 dicembre 2015, n. 16, ‘Disposizioni sugli appalti pubblici’;

5) legge Regione Basilicata n. 4 del 30/01/2017 ‘Norme in materia di accreditamento ai servizi per il lavoro’;

6) legge Regione Calabria n. 1 del 01/02/2017 ‘Potenziamento dei servizi di emergenza nelle aree montane’;

7) legge Regione Calabria n. 2 del 01/02/2017 ‘Istituzione dell’osservatorio regionale per i minori’.

Inoltre, il Consiglio dei ministri ha deliberato la rinuncia all’impugnativa delle seguenti leggi: legge Regione Valle d’Aosta n. 15 del 02/08/2016, recante ‘Primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2016/2018’; legge Regione Valle d’Aosta n. 16 del 02/08/2016, recante ‘Disposizioni collegate alla legge regionale di variazione del bilancio di previsione per il triennio 2016/2018’.

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