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Mercoledì 15 febbraio 2017 - 16:11

Nuova factory S.Pellegrino disegnata da BIG: progetto da 90 mln

Acqua, rocce e archi per armonizzare la fabbrica al territorio
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Milano, 15 feb. (askanews) – L’acqua San Pellegrino è uno dei marchi ambasciatore del made in Italy. In oltre un secolo di vita questa azienda ha trasformato una risorsa naturale, come l’acqua, in un prodotto di successo, immancabile accompagnamento sulle più prestigiose tavole della ristorazione mondiale. Ora questo gruppo, nato nel 1899 nell’omonima città bergamasca e oggi controllato dalla multinazionale Nestlè, ha deciso di restituire qualcosa al territorio che da quasi 120 anni lo ospita. Tra quattro anni, infatti, nel cuore della Valle Brembana dove sorge lo stabilimento nascerà il S.Pellegrino Flagship Factory con un investimento complessivo di 90 milioni di euro.

Si tratta di un rinnovamento integrale della struttura produttiva voluto dall’azienda per integrare la fabbrica storica al resto del territorio coi suoi abitanti e lavoratori. Per fare questo è stato lanciato un contest mondiale tra studi di architettura. A spuntarla è stata l’idea sviluppata da Big, lo studio dell’archistar danese Bjarke Ingels, autore di molti edifici icona come la Lego House in Danimarca o di progetti come il ripensamento di downtown Manhattan. “Questo progetto ha la caratteristica di inserirsi nel contesto dell’alta Val Brembana rispettando tutti i valori del territorio e valorizzando quelli del nostro brand” ha detto Stefano Agostini, presidente e ad del gruppo Sanpellegrino. “Abbiamo cercato di trovare il giusto equilibrio tra la parte produttiva della azienda e una parte di presentazione del prodotto. Noi siamo andati a ricercare i valori chiave dell’azienda rifacendoci alla sua eredità storica – ha spiegato l’architetto – S.Pellegrino si caratterizza proprio per l’ambiente e la natura in cui è immersa, per i suoi 100 anni di storia”.

Quello che Bjarke Ingel ha fatto è stato studiare il territorio per catturarne l’essenza e riproporla nel suo progetto. Ecco perchè il suo punto di partenza è stato ovviamente l’acqua, in tutte i suoi stati (in senso fisico) ma anche l’elemento dell’arco, che si ritrova tanto nella natura quanto nell’architettura del posto. E queste stesse ragioni hanno poi portato il gruppo a scegliere questo progetto. “L’evoluzione architettonica nella proposta di Big esprime al meglio valori come purezza, trasparenza e naturalità – si legge nelle motivazioni – valori in linea con l’impegno del gruppo nel garantire all’acqua un futuro di qualità. Elemento centrale e centrato da Big è la valorizzazione dell’origine della nostra acqua. L’experience lab e una roccia al centro della piazza raccontano il percorso della nostra acqua dalla precipitazione alla fonte”.

Questo percorso dell’acqua che dura trent’anni – dalla precipitazione in quota, all’arricchimento nelle rocce, all’arrivo alla fonte – è al centro della struttura che metterà in stretto collegamento la parte operativa della fabbrica a quella di front-office. Tutto il 2017 servirà alla progettazione esecutiva mentre i lavori di costruzione partiranno nel 2018 per concludersi nell’arco di tre anni. Si parte con la costruzione del ponte che collegherà lo stabilimento alla variante di Zogno per passare poi a quella del parcheggio multipiano per i mezzi pesanti. Dal 2019 l’attenzione sarà concentrata sugli uffici e sulla parte nord della fabbrica e sul S.Pellegrino Experience Lab, un luogo dove i visitatori potranno scoprire non solo i valori dell’acqua minerale ma anche rivivere il viaggio trentennale dell’acqua.

E’ evidente che al centro di questo investimento c’è il territorio e i rapporti con la sua comunità. “Per noi S.Pellegrino rappresenta l’immagine della nostra città nel mondo. Siamo grati a questo gruppo che ci consente di far conoscere ancora di più la nostra cittadina nel mondo – ha detto il sindaco di San Pellegrino Terme, Vittorio Milesi – per noi è l’occasione per promozione turistica di tutta la Val Brembana. Certo bisogna avere a che fare con imprenditori illuminati, in questo caso una multinazionale che nell’immagine comune non sempre sembrerebbe attenta al territorio ma questo esempio dimostra che il contrario è possibile”. “Avevamo bisogno di pensare a una nuova fabbrica – ha spiegato Agostini – che ci consentisse di continuare a crescere e al tempo stesso si inserisse nel contesto del territorio e lo valorizzasse. Abbiamo pensato di fare un investimento per migliorare l’attività produttiva e logistica e dare alla fabbrica uno stile che rappresenti i nostri valori con un experience center per accogliere visitatori e turisti da tutto il mondo”.

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