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Mercoledì 1 febbraio 2017 - 20:36

Monito Bersani a Renzi: non forzi o nuovo Ulivo.Orfini tende mano

Presidente Pd: "Se non c'è tempo per congresso si fanno primarie". Napolitano contro corsa a elezioni: nei paesi civili non c'è
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Roma, 1 feb. (askanews) – Pierluigi Bersani affonda il colpo, Matteo Orfini prova a mediare. E’ stata un’altra giornata di fibrillazione, quella di oggi, per il Partito democratico.

L’ex segretario, dopo che ieri non aveva escluso la scissione, oggi ha lanciato un nuovo “avvertimento” al segretario: “Se Renzi forza, rifiutando il congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, è finito il Pd. E non nasce la cosa 3 di D’Alema, di Bersani o di altri, ma un soggetto ulivista, largo plurale, democratico”.

Renzi, oggi al lavoro al Nazareno dove ha incontrato alcuni big del partito, non risponde e sul blog parla di Europa. E allora a cercare una composizione sono il vicesegretario e il presidente del partito. “Io credo che non si debba procedere a nessun tipo di forzatura, né da una parte né dall’altra. Il Pd ha dato una indicazione per arrivare rapidamente ad avere una legge elettorale e i tempi del Congresso sono quelli stabiliti dallo statuto”, ha detto Lorenzo Guerini al Tg3. Mentre Matteo Orfini offre la soluzione: “Se non facciamo in tempo a fare il congresso si possono fare le primarie e sono sicuro che il segretario non ha intenzione di sottrarsi”.

Compromessi, invece, la maggioranza Dem non vuole farne sulla legge elettorale. E se lo stesso Bersani definisce una “provocazione” l’ipotesi di estendere l’Italicum anche al Senato, è ancora Orfini a precisare che su questo Renzi non vuole frenare: “Avevamo proposto il Mattarellum, ci hanno risposto no e allora l’ipotesi più semplice e realistica è quella di estendere la legge uscita dalla Consulta anche al Senato”. Per andare a votare entro l’estate.

E proprio sulla data del voto fanno discutere le parole del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo cui “nei Paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale, e a noi manca ancora un anno”. Una frase che provoca la durissima reazione di Salvini che attacca: “Nei Paesi civili chi tradisce il proprio popolo viene processato, non viene mantenuto a vita come parlamentare, presidente e senatore”. Parole che suscitano una immediata solidarietà nei confronti dell’ex capo dello Stato, anche da parte di Sergio Mattarella, della presidente della Camera Laura Boldrini e del Pd. Ma da casa Dem, almeno da parte della maggioranza, alla solidarietà non si aggiunge un plauso nel merito.

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