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Mercoledì 1 febbraio 2017 - 20:33

Berlusconi chiama Fdi-Lega ma prende tempo su l.elettorale e voto

Fi farà proposta per archiviare Italicum: proporzionale senza correttivi maggioritari e preferenze
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Roma, 1 feb. (askanews) – Una legge elettorale proporzionale, con uno sbarramento almeno del 5%, senza preferenze ma con collegi piccoli e in cui non ci sia nessun “correttivo maggioritario”. Silvio Berlusconi ‘batte un colpo’ sulla legge elettorale, per cercare di uscire dall’angolo di irrilevanza a cui potrebbe condannarlo un accordo tra Pd renziano, Lega, Fdi e M5s per un sistema che estenda l’Italicum corretto dalla Consulta anche al Senato.

L’ex premier, dopo l’accelerazione sulla calendarizzazione impressa ieri alla Camera, ha convocato ad Arcore la commissione istituita ad hoc all’interno del partito. “Nei prossimi giorni – annunciano – Forza Italia presenterà una sua proposta di legge elettorale, verificando la possibilità di un percorso comune del centrodestra su questa materia, per arrivare comunque a una soluzione che deve avere la più larga condivisione possibile, al di là degli schieramenti parlamentari”. Una decisione che di fatto consente di prendere tempo, con l’obiettivo di tirarsi fuori dall’isolamento in cui Fi rischia di trovarsi. Una preoccupazione che deputati e senatori presenti ad Arcore avrebbero chiaramente espresso all’ex premier. Il quale, però, avrebbe sottolineato come i progetti di Renzi rischiano di andare a sbattere contro il fuoco amico delle truppe dalemian-bersaniane.

Il tentativo di aprire un confronto con gli alleati di centrodestra è senz’altro figlio di questo rinnovato clima di dialogo con l’ala sovranista. Ma le distanze restano tutte, a cominciare dal nodo “elezioni anticipate”. Anche al termine dell’incontro, si ribadisce che l’intenzione è quella di ridare con urgenza la “parola ai cittadini”, ma con una subordinata non di poco conto: “Questo – si sottolinea – non può avvenire senza tener conto delle necessità di leggi elettorali omogenee fra Senato e Camera, e coerenti fra loro”. Un passaggio che potrebbe richiedere giorni ma anche mesi, cosa che a Silvio Berlusconi non spiacerebbe.

Insomma, l’ex premier, in attesa che si chiarisca il quadro delle regole, continua a tenere aperte più opzioni e a mandare segnali a Lega e Fdi, come d’altra parte lo sollecita a fare mezzo partito. Questo, però, mentre l’altra metà lo mette in guardia dal rischio di finire schiacciato sotto l’intraprendenza dei lepenisti nostrani. Un proporzionale puro, senza premi, potrebbe consentirgli di strizzare l’occhio all’alleanza di centrodestra ma di fatto correre per conto suo.

Sul voto anticipato, sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni oggi sono tornati ad attaccare. Entrambi mettendo nel mirino l’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il quale ha sottolineato come “nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno”. La replica del segretario leghista? “Nei Paesi civili – dice – chi tradisce il proprio popolo viene processato, non viene mantenuto a vita come parlamentare, presidente e senatore”. Nè la presidente di Fdi usa toni molto più soft. Napolitano – dice – “si dovrebbe vergognare” perché la “volontà popolare” è quella di andare a votare.

Il presidente emerito della Repubblica non è di certo in cima alle simpatie del Cavaliere, per usare un eufemismo. Ma sulla rincorsa alla fine della legislatura Berlusconi è meno vicino di quanto non dica ufficialmente al duo sovranista.

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