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Giovedì 26 gennaio 2017 - 20:53

Fi spinta verso “listone”, Berlusconi: l.elettorale va cambiata

Pressing Lega-Fdi per coalizione, ma Cav prova a prendere tempo
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Roma, 26 gen. (askanews) – Anniversario amaro, quello dei 23 anni dalla fondazione di Forza Italia, per Silvio Berlusconi. Per i nuovi guai giudiziari a Milano, e per le difficoltà che a Roma incontra il suo partito. Stretto tra le incognite di un dialogo con Matteo Renzi sulla legge elettorale, e le accelerazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni per un listone unico del centrodestra dal marcato accento “sovranista” che rischia di far precipitare l’ex Cavaliere in una posizione subalterna ai giovani alleati. Unica nota positiva, l’esito soddisfacente dei controlli medici cui si è sottoposto al San Raffaele: dalla prossima settimana – assicurano i suoi – il leader di Fi “sarà operativo a Roma”.

E le grane da affrontare non sono poche. Perché la legge disegnata dalla Consulta sostanzialmente impone il ‘listone’ di centrodestra. Alla Camera per la speranza del premio di maggioranza, al Senato per lo sbarramento all’8% su base regionale che vede Fi a rischio in più di una Regione, in caso di corsa solitaria. Ma il punto è che Renzi non sembra per ora intenzionato ad aprire un tavolo vero: “Se l’offerta del Pd è il Mattarellum, è irricevibile”, dicono gli uomini di Berlusconi.

“In quel caso, andremo a votare con questa legge, ci sarà un Paese ingovernabile e il Pd se ne dovrà assumere tutta la responsabilità”. Anche per qusto, dalle colonne del ‘Foglio’, Berlusconi tiene a sottolineare: “Non è pensabile che in una democrazia sia un organo giurisdizionale, e non un organo legislativo, a scrivere la legge elettorale”.

Di fronte alla prospettiva del ‘listone’, i consiglieri di Berlusconi a parole si mostrano tranquilli: “Con la Lega governiamo tre Regioni, il programma è quasi completamente condiviso, e nei sondaggi siamo ancora davanti alla Lega. La sovraesposizione mediatica di Salvini lo lascia comunque al 12%”, giurano. Ma non è un mistero che – già prima del referendum – Berlusconi si fosse espresso per un proporzionale puro: in ordine sparso alle urne, per poi avere carta bianca sulle future alleanze post-elettorali. Uno schema che la sentenza della Consulta ha fatto saltare, salvando il premio di maggioranza.

“Ma ora la legge è schizofrenica – spiegano i fedelissimi di Berlusconi – perchè è proporzionale ma forza i ‘listoni'”.

Insomma, l’unica speranza resta Mattarella: “Quando dice di armonizzare i sistemi, è perchè si preoccupa della stabilità del Paese”, è l’interpretazione dei forzisti. Che sperano dunque nella moral suasion del Capo dello Stato – e nelle motivazioni della Corte – per convincere Renzi a intervenire sul serio sulla legge. E magari scavallare giugno 2017 e arrivare fino al 2018.

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