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Giovedì 12 gennaio 2017 - 18:24

Inapplicabili a Europarlamento sanzioni M5s per chi cambia gruppo

La multa da 250mila euro chiesta da Grillo configurerebbe riconoscimento vincolo mandato vietato come in Italia
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Bruxelles, 12 gen. (askanews) – La pretesa dei vertici del M5s di costringere alle dimissioni o, in alternativa, a pagare una sanzione di 250.000 euro, gli eurodeputati del Movimento eletti nel 2014 che hanno deciso di cambiare gruppo politico di appartenenza, come hanno fatto ieri Marco Affronte e Marco Zanni viola le regole vigenti nel Parlamento europeo, oltre a contrastare con l’articolo 67 della Costituzione italiana sull’assenza di vincolo per il mandato parlamentare.

Lo hanno ricordato oggi a Bruxelles fonti qualificate dello stesso Europarlamento.

Diverse le norme che vengono fatte presenti. L’Articolo 2 del regolamento del Parlamento europeo in vigore in questa ottava legislatura (2014-219) è intitolato “Indipendenza del mandato”, e recita: “I deputati al Parlamento europeo esercitano liberamente il loro mandato. Non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere alcun mandato imperativo”. Inoltre, l’Articolo 2 del “Codice di condotta” per i parlamentari europei precisa: “Nel quadro del loro mandato, i deputati al Parlamento europeo (…) non concludono alcun accordo in virtù del quale agiscono o votano nell’interesse di qualsiasi altra persona terza, fisica o giuridica, che potrebbe compromettere la loro libertà di voto quale sancita dall’articolo 6 dell’Atto del 20 settembre 1976 relativo all’elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo a suffragio universale diretto e dall’articolo 2 dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo”.

L’Atto del 1976 citato è il testo legislativo che regola tutta l’elezione diretta del Parlamento europeo (inclusa legge elettorale e incompatibilità). “Si tratta di un testo di diritto pubblico internazionale, che quindi – hanno sottolineato le fonti dell’Europarlamento – prevale su un contratto privato nazionale o anche su una legge nazionale”. Inoltre, il testo dell’Articolo 6 dell’Atto del 1976 (“Atto elettorale”) recita: “I membri del Parlamento europeo votano individualmente e personalmente. Essi non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere mandato imperativo”.

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