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Venerdì 9 dicembre 2016 - 20:25

Il giorno dei peones al Colle (sabato salgono i big)

Domani da Mattarella Berlusconi con Fi e poi M5s. Chiude il Pd
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Roma, 9 dic. (askanews) – E’ terminata in serata al Quirinale la seconda giornata di consultazioni, avviate da Sergio Mattarella per l’individuazione del nuovo governo dopo le dimissioni dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi. Domani i colloqui del Capo dello Stato cominceranno alle 11 con la delegazione di Sinistra Italiana-Sel. Alle 11:30 toccherà a Ala a cui seguirà, alle 12, la delegazione di Ncd guidata da Angelino Alfano. Alle 16, dopo una breve pausa, salirà al Quirinale la delegazione di Forza Italia guidata da Silvio Berlusconi. Alle 17 sarà la volta del Movimento 5 Stelle mentre alle 18, ultimo dei colloqui, toccherà al Pd incontrare il presidente della Repubblica. Saranno i capigruppo a guidare la rappresentanza dem.

Venerdì si è chiusa la prima mattinata di consultazioni avviate dal presidente. Dalle 10, sono saliti esponenti e rappresentanti dei gruppi misti di Camera e Senato e del relativo sottobosco di componenti. Dieci colloqui in tutto dai quali è emerso un abbastanza scontato no al voto subito e una disponibilità ad appoggiare un nuovo governo. Un governo senza aggettivi, secondo il presidente dei deputati del gruppo Misto, Pino Pisicchio: “Né a termine, né di scopo. Un governo è un governo. Basta che ottiene la fiducia delle Camere”. Mattarella, ha confermato Nello Formisano, deputato della componente Ppa-Moderati del gruppo Misto alla Camera, “ha la volontà di risolvere in tempi rapidi la crisi” lavorando “nella direzione di una maggioranza più ampia possibile”. Anche se l’impressione dell’ex leghista Flavio Tosi, salito al Colle in rappresentanza di Fare!, è che “l’ipotesi di un governo di larghe intese come auspicato da Silvio Berlusconi si allontani anche se sarebbe quella migliore per svelenire il clima”. E’ proprio del sindaco di Verona la sintesi migliore di quanto sta accadendo in queste ore: “L’altra ipotesi è quella di un governo che affronti la legge elettorale e poco altro. Il profilo del nuovo premier sarà scelto e proposto da Mattarella d’intesa con il segretario del Pd Renzi e la scelta non può che ricadere su una figura di alto profilo internazionale anche per le partite complesse che si trova a gestire l’Italia”. Di figura di alto profilo internazionale parla anche Riccardo Nencini, al Colle in rappresentanza del Psi, non escludendo però nemmeno un reincarico a Renzi.

Reincarico che non viene escluso nemmeno da Tosi: “Se lo scopo è un breve interim per la nuova legge elettorale, a prescindere da un nuovo pronunciamento della Consulta, in questa chiave un reincarico avrebbe lo standing internazionale necessario e avrebbe un significato in questo senso”. Anche Rocco Buttiglione (Udc), dopo l’incontro con Mattarella, spiega che è “difficile” mettere insieme un “governo istituzionale” ma che non è possibile “andare subito al voto perché questo consegnerebbe un Parlamento ingovernabile. Serve un governo che continui il percorso riformatore del governo Renzi e per la legge elettorale bisogna creare un tavolo di trattativa a cui tutti partecipino”. Le consultazioni sono poi riprese alle 16 con il gruppo di Fratelli d’Italia guidato da Giorgia Meloni, quindi Democrazia Solidale – Centro Democratico, Gal, Civici e Innovatori, Per le Autonomie, Conservatori e Riformisti per finire con la Lega nord alle 19 senza il suo leader Matteo Salvini.

Fdv/Int2

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