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Venerdì 18 novembre 2016 - 17:14

##Parisi lancia Energie per l’Italia, smarcamento soft da Silvio

"Non mi sento tradito da Berlusconi, ho avuto un rapporto libero"
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Milano, 18 nov. (askanews) – Non vuole essere l’ennesimo “partitino” del centrodestra, né la “somma della diaspora” ex berlusconiana. Eppure “Energie per l’Italia”, il nuovo movimento politico battezzato da Stefano Parisi dopo essere stato scaricato da Silvio Berlusconi, ha come principale ragione d’essere proprio una presa di distanza dall’ex Cavaliere. “Non mi sento tradito perché non eravamo fidanzati. Non sono stato tradito né licenziato perché non sono mai stato assunto, ho avuto un rapporto libero” ha puntualizzato Mr Chili. Un cambio di registro che tende a sottolineare la diversità rispetto ai tanti miracolati sulla via di Arcore, che tutto devono al fondatore di Forza Italia.

“Non sto recidendo alcun cordone ombelicale: gli avevo proposto un progetto di rinnovamento che mi sembrava lui appoggiasse. Evidentemente ha dei ripensamenti” ha insistito l’ex Dg di Confindustria. Non gli restavano allora che due strade: quella del ritorno alla vita di imprenditore o quella del salto di qualità con la fondazione di un movimento politico vero e proprio. Ha scelto la seconda, pur consapevole delle difficoltà, anche di natura economica, perché “la politica che non costa non è democrazia”. D’altra parte Parisi ha osservato che, anche da questo punto di vista, Berlusconi “ci ha aiutato in campagna elettorale, ma da luglio è tutto autofinanziato”.

Una condizione che gli permette oggi di rivendicare “indipendenza e autonomia” che “sono molto importanti”. La prima occasione per marcare le differenze è il referendum del 4 dicembre, data comunque destinata a cambiare il quadro politico. “Io voto no, ma non è un voto per cacciare Renzi. Pensiamo che debba andare via con elezioni democratiche” ha confermato Parisi. “Se vince il sì rischiamo una forte instabilità e rischiamo che qualcuno si ecciti, ci porti a votare con l’Italicum e tra otto mesi avremo Grillo a Palazzo Chigi” ha continuato. Di certo in primavera ci saranno le amministrative e non è detto che il movimento parisiano presenti proprie liste.

Di certo sarà difficile trovare un accordo con la destra lepenista di Lega e Fdi. “Dobbiamo dare una scossa per tutti. Altro che leadership, io mi sono preso la responsabilità” di fondare un movimento politico nuovo “non perché voglio prendere il posto di qualcuno, ma per dire agli italiani come stanno le cose”. Se però su temi come l’Europa “le posizioni rimangono così come oggi” per Parisi “non c’è ombra di dubbio” sul fatto che la destra di Salvini e Meloni resterà divisa dal resto del centrodestra. Del resto per il segretario del Carroccio, intervenuto dalla Russia, “il progetto di Parisi non esiste” perché “c’è gente che si autoproclama capopopolo, ma se non c’è popolo dietro…”. Di sicuro con Parisi c’è Gabriele Albertini, senatore di Area popolare, che ha partecipato al lancio del movimento.

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