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Martedì 18 ottobre 2016 - 14:28

Senato, verifica numero legale sventa blitz commissariamento Atac

Lo denunciano Sel-Si e M5S. Salta il voto su odg Pd-Fi

Roma, 18 ott. (askanews) – Blitz sventato in aula di Palazzo Madama per il commissariamento dell’Atac, l’azienda dei trasporti di Roma. A denunciare il tentativo andato a vuoto per la richiesta di verifica del numero legale, che ha decretato la mancanza del numero di senatori necessario per proseguire i lavori dell’aula e di fatto rinviato a seduta da destinarsi il voto sul documento, sono stati la capogruppo Si, Loredana De Petris, e il senatore M5S Andrea Cioffi. Sotto accusa l’ordine del giorno sul trasporto di Roma all’esame del Senato a firma del senatore Marco Filippi del Pd, a cui hanno aggiunto le firme i senatori Francesco Aracri di Forza Italia e Andrea Augello di Cor (entrambi ex An) che nel testo 2 ha sostituito e riformulato le mozioni originariamente presentate da Filippi e Aracri. L’ordine del giorno in questione, su cui il governo ha dato parere favorevole, impegna il governo a “verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza nel trasporto passeggeri sull’intera rete in gestione” e a “valutare se sussistono le condizioni per l’attivazione delle procedure straordinarie e per collocare temporaneamente la partecipazione di Atac all’interno di un organismo statale dotato delle necessarie competenze, affidando contestualmente a una struttura scelta ad hoc il risanamento industriale e patrimoniale dell’azienda”.

All’ordine del giorno Pd-Fi hanno annunciato voto contrario il senatore Jonny Crosio della Lega Nord, secondo cui l’odg unitario prefigura una bad company su cui scaricare il debito di Atac; la capogruppo Si, Loredana De Petris, che denuncia invece un’ingerenza centralista nelle competenze della giunta capitolina; il senatore pentastellato Andrea Cioffi, che ha accusato il governo di ostacolare la giunta Raggi, ricordando che il debito di 1,4 miliardi di Atac e lo sfascio dei servizi sono stati provocati dalle precedenti amministrazioni.

Il voto sull’odg slitta dunque ad altra seduta, come ha ricordato il presidente di turno Maurizio Gasparri, a termine della seduta, aggiungendo che sarà una prossima capigruppo a decidere quando.

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