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Venerdì 14 ottobre 2016 - 11:24

Renzi:con legge anti spreco Italia risparmia 1mln tonnellate cibo

Il premier alla Fao: "abbiamo fatto un grosso passo in avanti"
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Roma, 14 ott. (askanews) – “Con la legge sullo spreco alimentare possiamo passare dalle 500 mila tonnellate di oggi ad 1 milione di tonnellate di cibo risparmiato nel 2017”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo alla cerimonia per la Giornata mondiale dell’alimentazione, nel Palazzo della Fao a Roma. La legge contro lo spreco alimentare approvata dal Parlamento, ha rilevato è “un grande passo in avanti per l’Italia”.

Il premier ha sottolineato “il bisogno di recuperare il rifiuto della cultura dello spreco, noi porteremo nei temi del 2017 l’idea che non si può accettare la cultura dello spreco in un mondo in cui si rischia di diventare numerini. La cultura dello spreco significa essere contro una cultura che vorrebbe considerare gli ultimi semplicemente dei rifiuti”. “I valori nei quali crediamo sono i valori per cui l’alimentazione è questione non solo vostra ma politica. L’Italia utilizzerà il 2017″, il summit europeo di marzo, il G7, la presenza al Consiglio di sicurezza Onu”, come una straordinaria opportunità internazionale per fare di questo argomento un argomento di discussione”, ha detto ancora il presidente del Consiglio.

“C’è un tema di qualità del cibo – ha affermato il premier – ma la prima qualità deve essere quella delle relazioni umane: a fronte di un progresso che sta andando nella giusta direzione abbiamo un problema di riuscire a garantire la qualità per tutti. Non è pensabile che nel mondo in cui un ragazzino in un villaggio africano ha diritto alle stesse informazioni, via smartphone, di un ragazzino che vive nelle periferie dell’Occidente, non abbia lo stesso diritto all’alimentazione”. Per Renzi “il compito della comunità internazionale è quello di gettare un fascio di luce su questa stridente disuguaglianza”.

Renzi ha ricordato le sue origini, legate alla cultura contadina. “Talvolta – ha sottolineato- i politici fanno a gara a cercare quarti di nobiltà: il mio quarto di nobiltà è mio nonno che faceva il sensale nelle terre del Valdarno Fiorentino. La cultura contadina ha segnato la mia esperienza”. Una cultura contraria a quella dello spreco: “Tornare alla terra – ha proseguito – non è un’espressione negativa, come è stato per 20 anni nel dibattito politico, c’è bisogno di tornare alla terra e ai valori che essa produce”.

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