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Venerdì 30 settembre 2016 - 14:29

Mattarella inaugura nuovo anno: la scuola è questione nazionale

Ha troppe carenze, a partire da abbandoni e non sicurezza edifici. Servono risorse, i partiti agiscano
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Roma, 30 set. (askanews) – Lo stato della scuola italiana, dal Nord al Sud del Paese, rappresenta una “grande questione nazionale” con “carenze e problemi da superare” tra cui quello della “sicurezza e adeguata qualità degli edifici e delle aule”.

Senza dimenticare che “l’abbandono scolastico, seppure in diminuzione, è sempre oltre la media europea”. E “suona come campanello d’allarme” il crescente abbandono universitario. Ecco, di fronte a questo quadro e ad un sistema scolastico che “comunque resta solido” le forze politiche non possono girarsi dall’altra parte ma debbono sapere che “un’istruzione di elevata qualità ha bisogno di adeguati sostegni finanziari”. E soprattutto devono considerare che non si avrà una “forte crescita dell’occupazione” nè una “società migliore senza un sistema formativo più efficiente e senza uan scuola che migliori costantemente”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto a Sondrio all’apertura nazionale dell’anno scolastico 2016-2017 e ha colto l’occasione per fare una fotografia, a tratti di severa critica a tratti di grande apprezzamento, del nostro mondo scolastico. Senza dimenticare temi delicati come il bullismo (e il cyberbullismo) e l’uso della Rete da parte degli studenti.

La staffetta ideale per l’apertura dell’anno scolastico tra il Sud (lo scorso anno a Ponticelli) e il Nord (quest’anno Sondrio) “sancisce, ancora una volta, il profilo della questione scolastica come grande questione nazionale”, ha detto Mattarella.

La scuola italiana, ha proseguito, “ha alcune carenze e problemi da superare. Tra questi quello della sicurezza e della adeguata qualità degli edifici e delle aule”. Il presidente (nel giorno della caduta di dal soffitto di un’aula di una scuola milanese, con due studenti feriti) ha considerato certamente “apprezzabile la decisione del governo di stanziare ulteriori e importanti cifre per la messa a norma degli edifici scolastici”. Ma l’auspicio che arriva è che “il piano proceda con la massima celerità e la massima efficacia possibile”.

Mattarella ha parlato di abbandono scolastico “sempre oltre la media europea” e del “campanello d’allarme” dato da “crescente abbandono universitario”. Il presidente, citando l’Ocse, ha ricordato che “un’istruzione di elevata qualità ha bisogno di adeguati sostegni finanziari. La scuola italiana – ha sottolineato – deve mantenere la sua fondamentale funzione di garantire a tutti pari condizioni di partenza”. Il nostro sistema scolastico, ha chiarito, resta comunque, “grazie particolarmente all’impegno e alla dedizione dei suoi docenti, un organismo solido, che svolge un’azione lodevole, spesso davvero efficace, di educazione e di istruzione”.

Di fronte a tutto ciò allora “vorrei chiedere alle forze politiche non certo di rinunciare ai propri punti di vista sulla scuola, ma di impegnare positivamente l’attenzione più alta ai suoi problemi e alla sua specificità. Non avremo forte crescita dell’occupazione, senza un sistema formativo sempre più efficiente. Non avremo una società migliore senza una scuola che migliori costantemente”.

Mattarella, dopo aver rivolto un pensiero agli studenti reduci dal terremoto di agosto – “Tornare a scuola, pur tra tante difficoltà e disagi, è un segno concreto di speranza e di rinascita” – ha toccato due temi di grande attualità: il bullismo e il web. Per il primo ha sollecitato l’adozione di “un grande patto tra scuola, famiglia, forze dell’ordine, magistratura, mondo dei media e dello spettacolo. Un’azione congiunta, capace soprattutto di prevenire, con una vera e propria campagna educativa che arrivi al cuore e alla mente dei giovani”.

Per quanto riguarda il web il capo dello Stato ha sostenuto “non possiamo lasciare soli” gli studenti “nell’ingresso in quel mondo, farli catturare dall’iperconnessione e dalla massificazione che questa, alle volte, potrebbe produrre. La scuola – ha sostenuto Mattarella – deve saper portare la propria etica civile nella realtà della comunicazione immediata e globale, quella nella quale vivono i suoi studenti.

Portare cultura e valori nel web e nei social: questo è un orizzonte a cui la scuola deve saper guardare”.

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