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Domenica 7 agosto 2016 - 21:08

Nel Pd è scontro sul referendum, i renziani: come si a dire no?

A attacchi della minoranza replicano capigruppo e vice-segretario
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Roma, 7 ago. (askanews) – E’ scontro aperto nel Pd sul referendum costituzionale, agli attacchi della minoranza che minaccia di votare no se non ci saranno modifiche all’Italicum replicano il vice-segretario Lorenzo Guerini e i capigruppo in Parlamento Luigi Zanda e Ettore Rosato. Toni soft, dai renziani, ma di fatto nessuna vera apertura, se non una generica “disponibilità al confronto”. Perché, è la convinzione, l’affondo della minoranza è strumentale e nessuna iniziativa basterebbe a farli tornare indietro.

Sull’Unità, Guerini offre “disponibilità al confronto”, ma avverte: “Basta ultimatum”. Per il numero due del partito legare la legge elettorale al referendum costituzionale è “una forzatura” tutti dovrebbero essere “realisti” e ricordare che sia Fi che M5s finora hanno chiuso la porta a ogni correzione della legge elettorale.

Sul Corriere della Sera, poi, è Ettore Rosato a chiedere “coerenza e senso di responsabilità a chi la riforma costituzionale l’ha già votata”. E’ questo il punto centrale, per i renzini, la prova che la minoranza ha una posizione strumentale. Come dice Angelo Rughetti “quando si votò la riforma della Costituzione l’Italicum era già legge”, e il famigerato “Combinato disposto”, ovvero la somma di riforma della Costituzione e nuova legge elettorale “viveva e lottava con noi”. Eppure la riforma della Costituzione è passata “con i voti di 9 dei 10 parlamentari per il no e con quelli della minoranza interna”. Insomma, se davvero il problema fosse l’abbinamento alla legge elettorale, avrebbero dovuto votare no alla riforma anche in Parlamento, è il ragionamento.

Quindi, su Repubblica, Luigi Zanda ribadisce che al momento non ci sono i numeri per cambiare l’Italicum. Se ne discuta, si provi a trovare una soluzione, ma non si può proporre di tornare al Mattarellum sapendo che “questa ipotesi ha solo il favore del Pd: riproporla senza espliciti ripensamenti di altre forze politiche sarebbe sterile”.

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