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Giovedì 28 luglio 2016 - 16:52

Ddl penale, esame riprende lunedì con nodo intercettazioni

Accordo Pd-Ap, D'Ascola-Lumia: "ottimo lavoro". Si punta a primo sì Senato entro pausa estiva
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Roma, 28 lug. (askanews) – La commissione Giustizia del Senatoha interrotto le votazioni sul ddl di riforma del codice penale e diprocedura penale che comprende le norme sulla prescrizione esulle intercettazioni senza un nulla di fatto sul fronte delleintercettazioni, per cui si ritroverà la settimana prossima. Lacommissione è stata già convocata per le 14 di lunedì primoagosto, quando è prevista anche una seduta notturna. Lo stessocalendario è stato fissato anche per le giornate di martedì emercoledì, mentre giovedì è convocata la commissione solo per le14.

“Siamo impegnati a finire per tempo e portare il provvedimento come previsto in aula nella seduta del 4 agosto” ha sottolineato il presidente, Nico D’Ascola (Ap), che per quanto riguarda l’accordo politico con il Pd sul fronte delle intercettazioni assicura, all’unisono con il collega dem Giuseppe Lumia, che “ogni discrepanza sarà superata, l’accordo c’è, e quella a cui giungeremo sarà la migliore sintesi possibile”.

“Si sta facendo un ottimo lavoro – ha aggiunto Lumia – sulla linea dell’innovazione e del rigore. Siamo impegnati a concludere per tempo per l’aula”. D’accordo, anche se con toni meno trionfalistici, il relatore Felice Casson (Pd): “Oggi abbiamo potuto procedere con l’esame di pochi emendamenti per l’atteggiamento di Fi che ha voluto fare lunghe dichiarazioni di voto per ogni emendamento. Ma si procede, e positivamente, sia pure più lentamente del previsto. Si andrà più velocemente con le riunioni notturne”.

La commissione oggi ha dunque esaurito l’esame di tutti gli articoli tranne una parte del 17 e il 36 sulle intercettazioni.Casson ha spiegato che il testo “sarà notevolmente integrato per assicurare il difficile, ma necessario bilanciamento tra l’interesse a fare le indagini e la tutela delle persone”. Per quanto riguarda l’estensione delle intercettazioni, ha proseguito il relatore, “il nostro emendamento precisa molto la delega al governo”, e anche sull’utilizzo dei trojan (virus informatici) per le intercettazioni “ci stiamo muovendo sulla scia della sentenza delle sezioni unite che distinge i delitti di terrorismo e di mafia dagli altri delitti. Stiamo inoltre lavorando in collaborazione con il ministero dell’Interno, il procuratore nazionale antimafia e il Garante per la privacy, a cui ho personalmente chiesto di esprimere le proprie osservazioni in proposito” ha concluso Casson.

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