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Giovedì 7 luglio 2016 - 12:39

Di Maio festeggia i 30 anni sul Tevere e vola in Medio Oriente

Da oggi al 12 Luglio guida delegazione M5s in Palestina e Israele
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Roma, 7 lug. (askanews) – Dopo la serata sul Tevere di festeggiamento dei 30 anni celebrarti al Lian club, barcone ormeggiato sul fiume della Capitale sotto ponte Marconi, con diversi ospiti vip a cinque stelle fra i quali la neo Sindaca Virginia Raggi, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio – candidato in pectore alla premiership M5s, è volato in Medio Oriente alla testa di una delegazione del suo partito, per sei giorni di visite e incontri in Israele e Palestina. Farà rientro in Italia martedì 12 Luglio.

“Per proseguire il dialogo intrapreso nella prima visita in Palestina effettuata dalla commissione Affari Esteri della Camera nel luglio 2013 – ha ufficializzato un post sul blog di Beppe Grillo- una delegazione del Movimento 5 Stelle composta da Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano e Ornella Bertorotta si reca in Israele e Palestina dal 7 al 12 luglio. Sono previsti incontri con la società civile e politica dei due popoli, oltre che con la comunità religiosa cristiana”.

E ancora: “I portavoce del Movimento incontreranno esponenti della società civile israeliana e palestinese, andranno al Museo dell’Olocausto di Gerusalemme. Saranno quindi in visita istituzionale a Ramallah, Betlemme, Hebron e alla KnessetLa politica estera del Movimento 5 Stelle segue direttive e coordinate precise: la ricerca del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni, il rispetto dell’autodeterminazione, della sovranità e della non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi”.

La posizione M5s sul conflitto israelo-palestinese viene quindi riaffermata nel post. “Applichiamo – è scritto- gli stessi principi confrontandoci con il conflitto palestinese. Una soluzione della pace, la creazione dei due popoli e due Stati, passa per le scelte che il governo d’Israele saprà prendere nei prossimi anni. E’ chiaro ormai a tutti come lo storico conflitto non ha davanti a sé nessuna soluzione che possa essere militare, né incentrata solo in termini di sicurezza con la costruzione di muri. Si genera solo ulteriore odio e ulteriori circoli viziosi da cui è sempre più complesso uscire. La soluzione è solo politica e risiede nel rispetto del diritto internazionale, vale a dire nell’applicazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 242 del 22 novembre 1967 che istituisce un ritiro totale dell’esercito israeliano da Gaza, dalla Cisgiordania e da Gerusalemme Est; uno smantellamento di tutte le colonie illegali, il rispetto delle frontiere dei territori occupati nel 1967 e un accordo vero di tutte le parti in causa sul tema del ritorno dei rifugiati palestinesi”.

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