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Sabato 25 giugno 2016 - 12:57

Prodi: decisivo vertice Berlino, Ue può rinascere o fallire

Cambiare politica ma non Trattati e prima del voto in Germania
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Roma, 25 giu. (askanews) – “I cittadini non odiano l’Europa, odiano questa Europa, la gestione di questi anni: una politica che non capiscono, che li danneggia. Una politica che ha distrutto il ceto medio”. Ne è convinto Romano Prodi che, in un’intervista a La Stampa, pone l’accento sull’importanza del vertice di lunedì tra Merkel, Hollande e Renzi: “Confido che la nuova Europa possa nascere lunedì a Berlino. Sennò l’Europa finisce”.

“Di solito, nei grandi passaggi politici, funziona così: l’accordo lo fanno i Paesi ‘guida’ – spiega l’ex presidente della Commissione Ue -. L’ultima volta accadde con l’euro. Furono decisivi, anche nella fase finale, i contatti diretti tra Germania e Francia, tra Germania e Italia. Se c’è una forte regia, il Consiglio segue. Al massimo può bloccare, ma le decisioni le prendono i Paesi più forti”.

Quanto ai rischi per i mercati Prodi dice: “Tutto questo mi preoccupa fino a un certo punto, credo che le turbolenze finanziarie dureranno poco, perché non c’è una forte sostanza che possa alimentarle. Anche se lo spread in queste ore è salito non poco” anche se “gli italiani – e non solo loro – è naturale che siano angosciati, ma rischiano di mettersi paura più per il tambureggiare dell’allarmismo che per motivazioni reali. Ma occorre dire a tutti quel che è vero: che esiste un piano B, governo e Banca d’Italia faranno bene a ripeterlo. Naturalmente occorre vigilare onde evitare che il sistema bancario entri in crisi, a quel punto rischiando di andare in pezzi”.

“In questi giorni nessuno può rischiare di rompere il patto di Stabilità. Bisogna cambiare politica, ma attenzione, io non toccherei i Trattati – avverte Prodi -. Non è quella la strada.Perché occorre evitare di tornare a politiche di bilancio senza controllo. Al tempo stesso però urge una svolta. Avviando una politica economica di espansione, che cambi la direzione e la quantità della spesa”. Finora la Germania ha resistito alle richieste di cambiare dottrina economica e oltretutto la Merkel ha l’appuntamento elettorale del2017: un circolo vizioso? “Fino a due sere fa pensavo che quella scadenza potesse essere condizionante e dunque che nessuna decisione potesse essere presa prima di quella data. Ma a questo punto è diventato troppo rischioso aspettare. Anche per la Germania”.

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