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Sabato 25 giugno 2016 - 19:41

Che si dice nel “cantiere” di Salvini

Prove di "nuovo centrodestra"
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Parma, 25 giu. (askanews) – Prove tecniche di centrodestra”nuovo” a Parma, un centrodestra che forse “cambierà nome”, comeha auspicato Matteo Salvini, “perché le distinzioni fracentrodestra e centrosinistra sono ormai superate e frustranti”.Voluto dal segretario federale della Lega e organizzato in menodi due settimane, all’incontro “Il Cantiere, il Paese chevogliamo” che si è svolto oggi a Parma c’erano, tranne SilvioBerlusconi, ancora ricoverato, e Maria Stella Gelmini, iprincipali esponenti di Forza Italia, da Paolo Romani e RenatoBrunetta a Giovanni Toti, e la leader dei Fratelli d’ItaliaGiorgia Meloni. Ã? stato il primo incontro, in cui i politici peruna volta hanno “ascoltato”, per la “ricostruzione delcentrodestra”, come l’ha definito il presidente della RegioneLombardia Roberto Maroni, dopo il deludente risultato delleamministrative. Ma c’erano anche politici di estrazionecentrista, non organici alle tre formazioni classiche delcentrodestra, come Raffaele Fitto, uscito lo scorso anno da ForzaItalia, Gaetano Quagliariello, passato dal Ncd al partito da luifondato Idea, Gianfranco Rotondi, passato da Forza Italia aRivoluzione Cristiana, oltre a Daniela Santanché.
Per tornare competitivo, “il centrodestra deve essere ricostruitoe deve innanzitutto riconoscere” che è “un cantiere”, haosservato Maroni, prima di entrare nell’aula dove i politiciinvitati hanno ascoltato gli interventi di docenti, esperti edesponenti della società civile che sono intervenuti su temi comela demografia, l’immigrazione, la famiglia, l’informazione, ilfisco, l’ambiente, le pensioni, l’agricoltura. A prendere laparola per approfondire questi argomenti nomi come Ettore GottiTedeschi, Luciano Barra Caracciolo, Stefano Cordero diMontezemolo, Marcello Foa ed altri.
“Non c’è più il centrodestra come solida costruzione in grado dicompetere con gli altri – ha detto Maroni ai giornalisti – Noidobbiamo capire come costruire un nuovo soggetto che puòcompetere con Renzi, con il Pd e con i grillini”. Ed è statoproprio il governatore lombardo a dare la sveglia agli storicialleati: “Sono contento che oggi ci siano qui rappresentanti diForza Italia e di altri partiti. Se accettiamo la sfida,ricominciare daccopo e costruire un’alleanza su basi solide, suprogrammi e non su schieramenti, allora ce la possiamo fare. Iltempo è poco – ha aggiunto – secondo me, si voterà a marzo 2017”,a prescindere da come andrà il referendum sulle riforme.
Molti i punti in comune, ma “diversi” anche i motivi didivergenza, come ha ammesso il capogruppo di Fi alla CameraRenato Brunetta, che si è definito “un convinto europeista”, unaposizione molto distante dallo scetticismo professato da Salvininei confronti dell’Unione europea. E se quello di Parma, perBrunetta, è uno dei “momenti fondamentali per la costruzione delcentrodestra unito” e “presto ce ne saranno altri promossi daaltri gruppi parlamentari del centrodestra, per costruireprogrammi, idee, proposte”, in Forza Italia il capogruppo alSenato Paolo Romani ha ripetuto che quella di oggi “non èassolutamente” un’investitura della leadership della Lega. Anzi,ha osservato Romani, Fi ha partecipato come “atto di buonavolontà e di disponibilità nei confronti della Lega”. “Riteniamo- ha detto – che fosse giusto venire ad ascoltare unapprofondimento che la Lega fa a Parma, così come inviteremo loroagli approfondimenti che faremo noi in altri eventi. Quindi è undialogo tra forze politiche, non voglio dire omogenee, ma chesono della stessa coalizione di centrodestra”. Analoga laposizione dell’altra leader del centrodestra, Giorgia Meloni, cheha definito il cantiere “una delle tante iniziative che possonoessere utili per capire sulla base di quali contenuti rifondare”il centrodestra.
Tra i partecipanti, distinzioni anche sulle primarie: “Mi rifiutodi offrire gli italiani il dibattito stucchevole sulle primarie,sulla leadership, su Mastella, su Fini, su Casini. Guardiamoavanti”, ha detto Salvini, mentre a chi ha chiesto a Maroni seservono, la risposta è stata: “Io penso di sì. Il programma partedal cantiere”, poi servono le primarie per “il candidato premier,non per il leader della coalizione. Il leader della coalizione èuna cosa naturale: o sei il leader o non lo sei. Il candidatopremier, secondo me, deve essere scelto con le primarie, da tuttolo schieramento”. Convintissimo invece dell’utilità delleprimarie è Fitto, secondo cui sono “necessarie per rianimare ilcentrodestra” e per “recuperare quegli elettori che si sonoallontanati”.
Stuzzicato sul ruolo di Berlusconi nel centrodestra Salvini haosservato: “Non parlo alle vecchie sigle ma ai milioni diitaliani che non sono renziani, che non hanno capito niente dei 5Stelle e che hanno bisogno di un’alternativa concreta, reale epragmatica, al di là dei partiti”. Sullo stesso tema, GiorgiaMeloni ha risposto così a chi le ha chiesto se può esistere uncentrodestra senza l’ex premier: “Io spero ci possa essereun’unità del centrodestra più ampia possibile, però partendo daicontenuti: nessuno è indispensabile, l’unica cosa indispensabileè il consenso e il popolo”, anche se “ovviamente quello che èaccaduto nelle elezioni amministrative non è secondario, hannorappresentato una brutta battuta d’arresto, quando si decide dirinsavire e tornare a fare le politiche alternative a Renzi sipuò tornare a parlare”.
“Se Forza Italia ci sta a combattere questa battaglia si va avincere le elezioni – ha detto Salvini al termine del convegno -se i dibattiti sono altri, non mi interessa. Il campo è aperto atutti, ma non a chi in passato ha fallito e non ha idee chiare suimmigrazione, tasse ed Europa, penso a Casini, Alfano, Fini eMastella”.
Mda/Int2

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