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Mercoledì 22 giugno 2016 - 20:14

Renzi: no ai caminetti, Pd spalanchi le finestre sul territorio

Compreso messaggio elettori: caratterizziamoci per nostre proposte, non per spartizioni e divisioni
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Roma, 22 giu. (askanews) – Dopo il risultato dei ballottaggi”penso utile che il Pd e il governo cerchino di capire come edove possiamo fare meglio”. Ma la strada deve essere quella di”aprirsi di più al territorio, alle riflessioni e alle critichedei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori locali e deicircoli”, e non di discutere con la “classica polemica sullepoltrone in segreteria o sul desiderio delle correnti di tornarea guidare il partito. Non credo ai caminetti: apriamo lefinestre, spalanchiamole, altro che caminetti”. Lo ha scritto il segretario del Pd Matteo Renzi nella e-news inviata ai suoi sostenitori.

“Parliamo, certo: ma con gli italiani e degli italiani, non deinostri equilibri congressuali” perché “il Pd deve caratterizzarsi per le cose che propone, non per le proprie divisioni interne”, ha esortato il premier.

“Oggi – scrive Renzi nella e-news – in molti mi chiedono di ascoltare con attenzione il messaggio di queste amministrative. Accolgo volentieri il suggerimento. Penso utile che il Pd e il Governo cerchino di capire come e dove possiamo fare meglio. Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni e alle critiche dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori locali e dei circoli. E le email, tante e quasi sempre molto belle, che mi state inviando a matteo@governo.it mi sono davvero utili in questa direzione”.

“Non credo però che questa discussione, seria e bella come tutte le discussioni vere – prosegue il premier e segretario Pd – possa essere rimpiazzata dalla classica polemica sulle poltrone in segreteria o sul desiderio delle correnti di tornare a guidare il partito. Non credo ai caminetti: apriamo le finestre, spalanchiamole, altro che caminetti. Parliamo, certo: ma con gli italiani e degli italiani, non dei nostri equilibri congressuali”.

Il Pd “deve caratterizzarsi per le cose che propone, non per le proprie divisioni interne. Possiamo parlare di crescita e di diseguaglianze, di diritti civili e terzo settore, di stabilità istituzionale e lavori a tempo indeterminato, di tassazione e di energie rinnovabili, di innovazione e merito nella pubblica amministrazione, di immigrazione e flessibilità europea. Non di spartizioni interne alle correnti come avveniva in passato. Mi emoziono davanti a una email di un ragazzo che firma finalmente un contratto a tempo indeterminato, uscendo dalla precarietà, ma non riuscirò mai a emozionarmi davanti alle piccole discussioni autoreferenziali di chi briga per un posto in più”.

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