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Sabato 18 giugno 2016 - 22:31

Ballottaggi, Renzi nella trincea del Nord contro Santa Alleanza

Si teme fronte M5s-Lega-Fi. Milano testa a testa, rischia anche Torino
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Roma, 19 giu. (askanews) – Va da Torino a Milano la trincea che Matteo Renzi deve difendere dalla “Santa Alleanza”, ovvero la convergenza tra centrodestra e M5s che ai ballottaggi potrebbe consegnare le due città del Nord agli sfidanti del Pd: la grillina Chiara Appendino nel capoluogo piemontese, il candidato del centrodestra Stefano Parisi sotto al Duomo. Oltre a Roma, dove Roberto Giachetti ha bisogno di completare il “miracolo” per sbarrare la strada verso il Campidoglio a Virginia Raggi.

Il premier ha più volte ribadito che l’esito delle Comunali non avrà alcuna ripercussione sul governo nè porterà alle sue dimissioni anche in caso di risultato negativo. La “madre di tutte le battaglie” Renzi la vede nel referendum di ottobre sulle riforme, ma anche nel Pd sanno che le prove generali saranno proprio i ballottaggi. Perchè se due settimane fa l’ago della bilancia sembrava essere Milano, dando per acquisite Bologna e Torino e praticamente per persa Roma, ora anche sotto la Mole il Pd rischia. Qualcuno lo chiama “effetto Raggi”, fatto sta che ora anche Appendino fa paura a Piero Fassino: se l’elettorato di centrodestra dovesse dare ascolto alle indicazioni dei leader (esplicita quella di Salvini, meno quelle di Forza Italia) di votare comunque contro il candidato Pd, si potrebbe profilare per Renzi e i Dem uno scenario da incubo: Roma a Raggi, Torino ad Appendino, e Milano in un testa a testa da cardiopalma tra Beppe Sala e Parisi.

La nuova geometria tripolare della politica italiana potrebbe risolversi dunque nel tutti contro Renzi. E proprio per questo il premier ha scelto di fare un passo indietro nelle ultime due settimane rispetto alle partecipazione alle campagne elettorali dei candidati Dem: nessuna apparizione nelle città del voto, la chiusura della campagna il premier la trascorre a San Pietroburgo per un appuntamento internazionale fissato da tempo. Una distanza che gli stessi candidati provano a rimarcare: ad esempio Sala, che ha chiesto di non essere identificato come il candidato di Renzi.

Ma proprio su Milano e Torino alla fine si misurerà il successo o il fallimento della strategia renziana: “tenere” a sinistra, conquistare voti al centro, era la speranza del segretario Dem. Le alleanze locali con i verdiniani sono già state archiviate, si vedrà se funzionerà ai ballottaggi del Nord. Con la speranza del “miracolo” romano, o almeno di una sconfitta onorevole. Se invece si materializzerà la “Santa Alleanza” anti-renzianie i ballottaggi segnassero la prima vera sconfitta elettorale del Pd di Renzi, si scatenerà ancora più intenso il fuoco amico della minoranza interna. Non i migliori presagi per il referendum.

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