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Giovedì 9 giugno 2016 - 20:46

Bersaniani Pd contro “lanciafiamme” Renzi: il 24 meeting a Roma

"Vogliamo lanciare un Pd diverso, a partire dalle politiche economiche"
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Roma, 9 giu. (askanews) – “Renzi è il segretario da tre anni:contro chi lo userà il lanciafiamme? Contro la sua segreteria?”.Perchè la frase usata ieri da Matteo Renzi non è ovviamenteandata giù alla minoranza che fa capo a Pierluigi Bersaniani.L’analisi non cambia: “Va ripensata l’idea di partito, e vacambiata anche l’azione di governo”. E questi saranno i temi chel’area Dem che si riunisce intorno all’ex segretario e alprossimo sfidante per la segreteria, Roberto Speranza, cercheràdi sviluppare in un’assemblea convocata per dopo i ballottaggi.L’appuntamento è per venerdì 24, sicuramente a Roma, forsedirettamente al Nazareno: lì si riuniranno dirigenti eamministratori locali dell’area bersaniana, con l’invito estesoanche a Gianni Cuperlo che oggi, sempre sul lanciafiammerenziano, ha fatto presente che anche su Wikipedia si precisa che l’arma è in disuso “perchè più pericolosa per chi la usa”.

I temi di politica economica sono stati già affrontati ieri inuna riunione al Nens, il centrostudi di Bersani e Visco. Epuntano a incidere sulla prossima legge di Stabilità, “perchè lìsi capisce a chi vuole parlare il Pd: a chi ha più bisogno, o sicontinua su una strada che qualche voto ce lo ha fatto ancheperdere?”, spiega un bersaniano doc. E allora si parte con “ilreddito di cittadinanza, un intervento sulle pensioni minime, einvestimenti pubblici per creare lavoro, visto che il settoreprivato da solo non basta: la ripresa è più lenta di quello chesi aspettava”.

E poi c’è l’assetto del partito, che deve essere “strutturato in maniera diversa sui territori”, ma che soprattutto ha bisogna di una “cura” più attenta di quella dedicatagli da Renzi: “Non te la puoi cavare con due vicesegretari, insistiamo nel porre il tema del doppio ruolo”. E di conseguenza, la candidatura di Speranza al congresso riguarderà solo la segreteria. Per la premiership ci sarà tempo. Ovvio, “la segreteria non può essere ostile al governo, ma neanche può essere appiattita e piegata su di esso”, spiega un parlamentare. Convinto che il tema inizi a fare breccia anche tra i renziani.

Insomma, “vogliamo offrire un’idea di Pd diversa da quella di Renzi”, perchè “finchè la destra è divisa puoi fare i giochetti, ma quando si ricompatta come a Milano le cose possono cambaire. E nel frattempo hai perso un pezzo dei tuoi elettori”, spiegano dalla minoranza. Sapendo che la piega della convention del 24 “dipende da come andranno i ballottaggi”, e che soprattutto “se al referendum passerà il sì Renzi si rafforzerà parecchio”. E il congresso, ammette un deputato della minoranza, “sarebbe una pura formalità”.

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