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Martedì 7 giugno 2016 - 20:34

Renzi gioca la carta Olimpiadi: campagne su temi concreti città

Assist Totti a Giachetti. Pd sicuro su Milano, "in partita" a Roma
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Roma, 7 giu. (askanews) – Le Olimpiadi, e lo stadio della Roma.Ma anche nelle altre città, concentrare l’attenzione sui temi concreti legati al territorio, slegando i ballottaggi dalla dimensione nazionale. Il Pd delinea la strategia per i 15 giorni che daranno il segno politico della tornata amministrativa: guardando con fiducia ai ballottaggi di Torino, Bologna e Milano, (“Vinciamo”, rassicurava Lorenzo Guerini in Transatlantico ai parlamentari che chiedevano lumi) ma sentendosi “in partita” anche per Roma. Con il premier-segretario Matteo Renzi che sarà in campo, ma per ora con eventi non direttamente collegati alle sfide cittadine. E su questo aiuta un’agenda già definita con numerosi impegni sia all’estero che in Italia, ma in città diverse da quelle al voto: alla vigilia dei ballottaggi Renzi sarà infatti a San Pietroburgo per un vertice internazionale, mentre nel prossimo weekend ci sono già in programma appuntamenti a Reggio Emilia, Lucca per la legge sul terzo settore, Santa Margherita ligure per i giovani industriali. E soprattutto il 16 giugno, con la “festa” per l’addio all’Imu.

Si valuterà poi “giorno per giorno” se mettere in agenda anche altri appuntamenti nelle città interessate al voto. Per ora, però, dice Roberto Giachetti, “non sono previsti eventi a Roma con Renzi”. Una strategia motivata con la necessità di “non fornire spunti a chi – e sono in molti – vorrebbe trasformare in voto pro o contro Renzi quello che invece deve essere la scelta su chi amministrerà per i prossimi cinque anni le città”. Una tendenza che Matteo Salvini ha esplicitato nell’endorsement alle grilline Raggi e Appendino, ma che per ora – è la convinzione nel Pd – non ha fatto presa sugli elettori: “A parte che a Roma Salvini ha preso il 2%, i cittadini non vorranno giocare partite politicistiche sulla pelle della propria città”, dicono dal Nazareno.

Da qui la volontà di uno sforzo per far virare l’attenzione sulle capacità dei candidati e sulla qualità dei loro progetti per le città. Una strategia che a Roma, oggetto di una riunione nel pomeriggio al partito, si concretizzerà sul tema delle grandi opere pubbliche. E dunque la candidatura per le Olimpiadi, con l’assist di Francesco Totti che si espone così: “Avere una visione lungimirante per il futuro di Roma significa perseguire obiettivi importanti: tra questi c’è sicuramente la candidatura alle Olimpiadi”. Uscita replicata poche ore dopo anche dal laziale Antonio Candreva. E che ha costretto i Cinque Stelle a una parziale retromarcia: “L’iter delle Olimpiadi è già iniziato e noi non lo interromperemo, anche se non è ancora successo che Roma abbia vinto la candidatura. Però nell’amministrazione capitolina verrà prima l’ordinario e poi lo straordinario”, spiega Alessandro Di Battista. E poi lo stadio della Roma, che nel corso della riunione al Pd ha visto Giachetti spiegare che il progetto vale 400 milioni di oneri urbanistici a favore del Comune: soldi che in parte potrebbero essere usati per progetti di riqualificazione urgenti anche in altre aree della città.

Insomma, il Pd è convinto che così si potrà da un lato “recuperare i tanti nostri elettori che hanno scelto di astenersi”, dall’altro “convincere chi ci ha votato al primo turno a tornare alle urne”. E poi disinnescare il rischio della “Santa alleanza” anti-renziana, convincendo appunto a “scegliere il candidato migliore, non a giocare partite politicistiche sulla pelle delle città”.

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