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Lunedì 6 giugno 2016 - 20:38

Salvini non sfonda ma promette la svolta dopo il ballottaggio

Vittoria a metà per la Lega, ora 10 punti per nuova coalizione
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Milano, 6 giu. (askanews) – E’ finito con una vittoria a metà il primo round delle amministrative per la Lega a guida Salvini. In via Bellerio, sede della Lega, in una giornata segnata dal dolore per la perdita del sindaco di Borgosesia, Gianluca Buonanno, morto ieri in un incidente d’auto sulla Pedemontana, da una parte c’è la soddisfazione, rimarcata in ogni dichiarazione e comunicato, per quello che viene considerato in via Bellerio un “risultato storico”, un successo elettorale in molte piccole e medie città e nella “country side” padana, le campagne del nord, dove il Carroccio ha aumentato i propri consensi e numero di comuni amministrati: solo in Lombardia da 14 a 32. Dall’altra la malcelata delusione per l’esito nelle grandi città, soprattutto Torino e Roma, dove Salvini ha voluto portare fino in fondo la sua concezione lepenista di alleanza. E dove i consensi per la Lega rimangono però più o meno quelli del 2011, quando Bossi guidava il partito (e l’alleato era il Pdl).

Sono le due facce contrapposte di un esito elettorale soddisfacente per consensi ma che potrebbe rivelarsi per Salvini un’occasione persa. Il braccio di ferro con Berlusconi, dove c’è stato, ha portato Forza Italia a pessimi risultati ma non ha giovato, almeno per ora, neppure a Salvini. E ha lasciato irrisolta la questione cruciale: costruire una coalizione del centrodestra vincente e la sua leadership. Tema caldo che il segretario federale della Lega ha subito rilanciato: “Dopo il ballottaggio – ha detto in conferenza stampa – sarò al lavoro per un’assemblea di tutti quelli che non vogliono morire renziani, per stendere un programma di dieci punti per una nuova coalizione che guarda al futuro e non al passato”.

La linea non cambia: “La rifarei dieci volte”, ha detto oggi Salvini commentando il voto. Ma “la battaglia di Roma”, è finita, prematuramente, con l’amaro in bocca: Meloni fuori dal ballottaggio. E la constatazione che la scommessa di “un’alleanza” con “chi ci sta” attorno a valori e programmi definiti dalla Lega stessa per ora non ha pagato. Stessa musica a Torino, dove Alberto Morano, candidato sindaco sostenuto da Lega nord e Fratelli d’Italia, ha ottenuto l’8,39 per cento, con consensi per il Carroccio in calo rispetto al 2011, mentre è in corsa a Milano (dove l’alleanza classica con Forza Italia è stata preservata) e a Bologna, con la propria candidata Borgonzoni, indietro però di 17 punti dal sindaco uscente Merola. Affermazione per il Carroccio in chiaroscuro anche nel feudo di Varese, dove la coalizione di centrodestra si è avvicinata alla vittoria al primo turno con il 47,1 per cento dei voti, riuscendo a difendere una continuità di governo della città che dura da 23 anni. Ma la Lega ha preso poco più del 16 per cento dei voti, primo partito della coalizione ma con consensi ben lontani dagli anni d’oro (contro i 24 del Pd). E il big di casa, Roberto Maroni, che si è presentato capolista e si è speso personalmente in campagna elettorale, ha preso 328 preferenze, meno della metà di Luisa Oprandi, del Pd.

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