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Lunedì 6 giugno 2016 - 21:07

M5S in testa a Roma, ma il risultato è a macchia di leopardo

Di Maio: premiati per governare. Lombardi: neutrali ai ballottaggi
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Roma, 6 giu. (askanews) – La proprietà transitiva del risultato elettorale è una forzatura della grammatica democratica che non di rado viene usata dai leader politici. Vale per chi confonde i risultati delle coalizioni con quelle dei singoli partiti, vale per Luigi Di Maio che, nel video notturno di commento sulle elezioni amministrative, sentenzia sicuro: “Io penso che con queste elezioni amministrative gli italiani ci abbiano riconosciuto la capacità di governare”. Un’affermazione che riporta a lettura nazionale l’indubbio successo di Roma per i 5 stelle, con la candidata sindaco Virginia Raggi prima al 35,2 per cento, e di Torino, con Chiara Appendino, la sfidante di Piero Fassino, seconda ma pienamente in corsa al ballottaggio con il 30,9 per cento. Ma ignora risultati meno brillanti come quello di Massimo Bugani, pubblicizzatissimo ultrà casaleggiano, presentatore sul palco delle manifestazioni nazionali del M5S, che a Bologna si è fermato al 16,59, di Gianluca Corrado che a Milano ha superato a stento la soglia del 10 per cento, di Napoli o di Cagliari dove Matteo Brambilla e Maria Antonietta Martinez non l’hanno nemmeno raggiunta e hanno preso il primo il 9,63, la seconda 9,27%.

“Non c’è un risultato omogeneo a livello nazionale perché hanno pesato le situazioni delle singole città, la storia dei gruppi locali, il lavoro sul territorio. Però siamo in crescita dovunque rispetto alle precedenti amministrative”, ammette Roberta Lombardi, una delle figure di spicco del gruppo dirigente stellato. Che difende però la scelta di limitare la presenza delle liste M5S nei comuni e quindi la risonanza nazionale del risultato del movimento: “Ormai abbiamo imparato come funziona, a un anno dalle elezioni i riciclati dei partiti fanno un meetup, iniziano a rilanciare i nostri contenuti, poi candidano parenti e amici con la fedina pulita. Fanno il compitino, ma noi preferiamo premiare le liste vere e non li certifichiamo”.

Per il blog di Beppe Grillo (commento anonimo, quindi attribuibile al fondatore), si tratta di un “risultato storico”.In casa M5S la soddisfazione è palpabile, perché Roma sembra quasi presa e perché Fassino è uno dei monumenti del “sistema dei partiti” che i 5 stelle hanno promesso di abbattere, e il monumento vacilla. Chi ci ha parlato descrive il comico genovese “contento ma preoccupato che nessuno dia per chiusa la partita”.Una riunione per valutare il risultato è già prevista nei prossimi giorni, “probabilmente già domani”, ammette a mezza voce una fonte parlamentare e si terrà come di consueto a Milano: Davide Casaleggio, erede del cofondatore Gianroberto, non ha nessuna intenzione di farsi relegare a un ruolo di assistenza tecnica e si è fatto sentire anche lui in queste ore con i big stellati in Parlamento.

“Siamo la prima forza politica di Torino – dice il deputato piemontese Ivan Della Valle – e Chiara rappresenta la speranza del cambiamento per un elettorato dormiente che finora pensava che tutto fosse inutile tanto vinceva sempre la sinistra. E io sono convinto che, dopo questo risultato, al ballottaggio andranno a votare anche in tanti che non hanno votato al primo turno”. Ai ballottaggi, comunque, nessuna indicazione per altri candidati, come sempre, dalla creatura di Beppe Grillo. “Saremo neutrali ovunque, anche a Napoli, nessun aiutino, nessun compromesso, nemmeno sottobanco”, giura Lombardi. Anche a costo di rischiare di rimanere a bocca a sciutta se i due ballottaggi importanti, Roma e Torino, dovessero deludere.

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