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Lunedì 6 giugno 2016 - 11:59

Comunali, decidono i ballottaggi. Boom M5S a Roma, travaglio Pd

Solo a Cagliari centrosinistra vince a primo turno.Affluenza cala
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Roma, 6 giu. (askanews) – Vanno tutte al ballottaggio le grandi città, ad eccezione di Cagliari. Il voto nei 1.342 comuni delle elezioni amministrative registra innanzitutto un’affluenza costantemente in calo che vede una flessione del 5% con una fuga dalle urne nelle grandi città, tutte sotto il 60%, ad eccezione di Cagliari e con Roma in controtendenza che arriva al 57%. Nel quadro dei primi risultati – con scrutini che procedono a rilento – emergono un Pd in sofferenza, un centrodestra che riesce a strappare il ballottaggio a Milano e a Napoli ma che già e ancora litiga su Roma con l’attacco di Matteo Salvini a Berlusconi e, soprattutto, il balzo della candidata del Movimento cinque stelle Virginia Raggi a Roma con il 35,3%.

Dopo un duello sul filo di lana con Giorgia Meloni è il candidato dem Roberto Giachetti a conquistare, con il 24%,8, il ballottaggio con la Raggi per il 19 giugno. M5S se la gioca con il Pd anche a Torino dove Chiara Appendino insegue Piero Fassino che comunque è avanti di circa 11 punti. Dem e centrodestra si contendono, poi, Milano con Beppe Sala e Stefano Parisi: appena l’1% divide i due manager (41,7% per il primo e 40,7% per il secondo).

Ma il dato è anche un altro. L’unica riconferma al primo turno in una città capoluogo di regione è quella di Massimo Zedda a Cagliari, sostenuto da tutto il classico centrosinistra (che compare unito solo a Milano e Trieste) che ottiene il 50,9% contro l’avversario di centrodestra Piergiorgio Massidda fermo al 31,2%. Per il resto la sinistra che va da sola fa male eccome ai Dem: accade a Torino con Giorgio Airaudo che con il 3,7% strappa voti preziosi a Fassino, accade a Roma con Fassina che si attesta intorno al 4,4%, ma anche a Bologna dove l’esponente della sinistra Federico Martelloni sfiora addirittura il 7%.

Napoli, infine, è una delusioni peggiori per il Pd con Valeria Valente che resta esclusa, con il 21,2%, dal ballottaggio che vedrà invece sfidarsi Luigi De Magistris che vola oltre il 42% e il candidato del centrodestra Gianni Lettieri che arriva sopra al 24%. E la minoranza dem stigmatizza – con un tweet di Miguel Gotor – l’abbraccio mortale di Ala: “è finito il tempo dell’arroganza”, “l’alleanza trasformista con Verdini è puro masochismo”. Roberto Speranza invita a mettere da parte il referendum sulle riforme per i prossimi quindici giorni per impegnarsi esclusivamente “a vincere i ballottaggi” tenendo presente che “le foto con Verdini ci fanno perdere voti non ce li fanno guadagnare. Ma di questo parleremo dopo le amministrative”. Forse, a seconda di come andranno i ballottaggi, prima del previsto congresso di partito.

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