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Martedì 31 maggio 2016 - 10:12

Berlusconi: con Renzi rischio regime autoritario, non c’è libertà

"In Italia quattro colpi di Stato da Mani pulite in poi"
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Roma, 31 mag. (askanews) – In Italia ci sono stati “quattro colpi di Stato” e con l’effetto combinato della riforma costituzionale e della riforma elettorale, il cosiddetto Italicum, c’è il rischio di una deriva autoritaria. Lo ha detto Silvio Berlusconi in diretta a Radio Radio.

Il primo dei colpi di stato, ha affermato il leader di Forza Italia, è stato quello di “Mani pulite, poi quando Bossi ha fatto cadere il Governo per una vicenda nella quale sono stato assolto pienamente, poi nel 2011 quando siamo stati costretti alle dimissioni dal capo dello Stato e poi quando ho partecipato alle elezioni nel 2013 dopo che mi ero allontanato dalla politica nel 2012 e in 23 giorni ho aumentato i voti al mio partito del 10%; hanno visto che io ero ancora pericoloso allora si sono presi uno dei tanti processi contro di me, hanno composto un cosiddetto collegio feriale con quattro giudici di sinistra e un altro che poi ha detto che quella sentenza era una mascalzonata, un plotone di esecuzione contro di me”.

Oggi, ha sostenuto ancora l’ex presidente del Consiglio, “C’è un signore che si chiama Matteo Renzi, al governo abusivamente e illegittimamente, sostenuto da sessanta senatori che sono stati eletti per contrastare la sinistra e hanno tradito il loro mandato alla Camera con 130 deputati che la Corte, nonostante i giudici di sinistra, ha dichiarato incostituzionali. E questo signore non solo governa ma occupa militarmente tutto l’occupabile negli enti pubblici come la Rai e ha voluto cambiare la Costituzione e mettendo insieme questo cambio con l’Italicum si avrebbe una sola Camera che fa le leggi e un solo partito, il suo, e un solo leader, Renzi, che diventerebbe il padrone del governo, del Parlamento e di tutto e gli italiani si troverebbero di fronte a qualcosa che io non saprei definire altrimenti che un regime”.

Secondo Berlusconi l’Italia è di fronte al rischio di “una deriva autoritaria che non ci meritiamo, oggi siamo in una democrazia sospesa e se non c’è democrazia non c’è libertà”.

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