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Venerdì 27 maggio 2016 - 15:02

Il Restitution day del M5s: 16 milioni per le micro-imprese

Di Maio: Renzi chieda alla sua maggioranza il taglio degli stipendi
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Roma, 27 mag. (askanews) – E’ il quinto Restitution day quello che il Movimento 5 Stelle ha festeggiato a Palazzo Madama. Una celebrazione che ha consentito di fare il bilancio di due anni dell’iniziativa. Oggi i risultati si contano, innanzitutto con i numeri, 16 milioni di euro “restituiti allo Stato e ai cittadini”, come spiega il capogruppo al Senato, Stefano Lucidi, che ricorda appunto la somma versata dai parlamentari M5s al fondo per il microcredito a garanzia per facilitare il credito alle microimprese. A cui si aggiunge 1,6 milioni di euro andati al fondo per l’ammortamento per i titoli di Stato, a ridurre il debito pubblico.

E poi ci sono i racconti di alcuni dei 1.852 cittadini che hanno presentato una loro proposta di impresa ed hanno ottenuto l’appoggio per un microcredito. Un’operazione di successo, visto che di 1.852 finanziamenti, che peraltro hanno creato 4.500 nuovi posti di lavoro, solo uno di loro risulta inadempiente. Si aggiungono i milioni rifiutati come finanziamento pubblico ai partiti (42,7 milioni).

Il bilancio, dunque: da inizio legislatura, tra taglio agli stipendi, restituzione dei rimborsi non utilizzati, rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti, il M5s ha rinunciato a 60,3 milioni, con una stima a fine legislatura di circa 70 milioni e oltre (vanno aggiunte le restituzioni dei consiglieri regionali e comunali). E per il microcredito si pensa di raggiungere quota 4.000 finanziamenti per microcrediti.

“Allora è facile trarre le conclusioni – ha ricordato il vicepresiente della Camera e membro del direttorio M5S, Luigi Di Maio – se tutti i parlamentari facessero come noi a fine legislatura i risparmi possibili sarebbero di circa 300 milioni di euro. Una cifra che si potrebbe destinare per mettere mano al dissesto idrogeologico del Paese, o bonificare le scuole del Paese dall’amianto o per mille altre operazioni utili per tutti i cittadini. Stiamo parlando di una cifra 4 volte superiore a quella annunciata da Renzi per le riforma costituzionali, che si potrebbe ottenere tra l’altro subito e senza stravolgere la Costituzione. Allora io chiedo a Renzi di chiedere alla sua maggioranza di fare come noi”.

“Io non credo e noi non diciamo che con 42 milioni di euro stiamo cambiando il Paese, ma sono sicuro che con la nostra iniziativa stiamo ispirando un cambiamento del Paese”, ha aggiunto Di Maio. E intanto i 5 Stelle hanno presentato una proposta di legge alla Camera, già illustrata nei suoi principi anche ai presidenti delle due Camere Grasso e Boldrini, per il taglio dei costi della politica. Ad illustrarla è stata Roberta Lombardi, prima firmataria del provvedimento, “che prevede un taglio del 50% delle indennità – ha spiegato -, trasforma la diaria in rimborso ed elimina le indennità aggiuntive per le altre cariche” che si aggiungono a quelle di parlamentare (come segretario o presidente di commissione, questore e via dicendo).

Per quanto riguarda i tagli cui si sono sottoposti i parlamentari M5S consistono nel dimezzamento dell’indennità lorda (da 11.281 euro a 5.000, pari a 3.000 netti); restituzione della diaria (3.500 euro) non spesa (e rendicontata) così come per i rimborsi delle spese di mandato (altri 3.690 euro). I parlamentari M5S si sono quindi impegnati, pena non potersi più ricandidare nelle fila del Movimento, a restituire il Tfr, (indennità di fine mandato, circa 50 mila euro).

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