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Giovedì 19 maggio 2016 - 18:13

Addio a Pannella, cordoglio della politica per leader radicale

Renzi: un leone della libertà. Grasso: protagonista assoluto
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Roma, 19 mag. (askanews) – Amato e odiato, ispiratore di grandi battaglie che hanno cambiato il senso comune del Paese e protagonista di provocazioni discutibili, in ogni caso un pezzo della storia dell’Italia Repubblicana: Marco Pannella è stato tutto questo e nel giorno della sua morte tutto il palazzo della politica gli rende omaggio riconoscendogli il ruolo da protagonista avuto per decenni. Il leader radicale se ne va a 86 anni appena compiuti, piegato dalla malattia.

Membro della Gioventù liberale e poi leader dell’Unione goliardica italiana negli anni dell’università, Pannella è stato tra i fondatori nel 1955 del Partito radicale dei democratici e dei liberali, la formazione politica promossa dalla sinistra liberale fuoriuscita dal Partito liberale italiano. E’ stato giornalista (era corrispondente da Parigi de il Giorno negli anni Sessanta), radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento.

Le sue battaglie per il divorzio e l’aborto hanno cambiato volto all’Italia negli anni ’70, quando questi temi parevano un’eresia. Ma il ruolo dell’eretico è quello che Pannella ha sempre recitato durante il suo impegno politico: la lotta per la legalizzazione delle droghe leggere, le campagne per la “giustizia giusta”, le candidature in Parlamento della pornostar anni ’80 Ilona Staller, dell’ex leader di Autonomia operaia Toni Negri e di Enzo Tortora, l’impegno a favore dell’eutanasia, le sue polemiche da non-violento contro i pacifisti, i continui appelli per l’amnistia e la critica per lo stato delle carceri. Una vita controcorrente per ricordare continuamente a tutti che c’è sempre un’altra verità, una diversa prospettiva dalla quale guardare e giudicare.

Tutta la politica, oggi, lo celebra, a prescindere dalla condivisione delle sue battaglie politiche, ma è forse quella della sala stampa vaticana il commento che descrive meglio cosa è stato Pannella. “Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati”.

Il capo dello Stato Sergio Mattarella parla di Pannella come “coscienza critica del nostro Paese, sulla base di una fedeltà ai principi di libertà e di democrazia”. Matteo Renzi lo definisce “combattente, leone della libertà”, il presidente del Senato Pietro Grasso lo ricorda come “protagonista assoluto della storia repubblicana e delle battaglie per i diritti civili”, la presidente della Camera Laura Boldrini sottolinea il suo “determinante ad una società più aperta, più tollerante, più rispettosa delle persone”. Ma non solo le cariche istituzionali gli rendono omaggio: da Beppe Grillo a Silvio Berlusconi, da Massimo D’Alema a Lorenzo Cesa, da Matteo Salvini a Nichi Vendola, tutto ‘l’arco costituzionale, come si sarebbe detto un tempo, tributa gli onori dovuti al leader radicale. Perché, secondo Emma Bonino, “mancherà perfino ai suoi avversari”, anche se “non ha mai avuto in vita i riconoscimenti adeguati, nessuno glieli ha mai attribuiti”.

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