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Lunedì 16 maggio 2016 - 15:39

Referendum riforme, Renzi: non voglio personalizzare lo scontro

"Fronte del No vuole mantenere le poltrone e i veti incrociati?"
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Roma, 16 mag. (askanews) – “Noi vogliamo entrare nel merito, sul referendum. Discutere di contenuti. Noi abbiamo tutto l’interesse a parlare del merito del quesito referendario.Personalizzare lo scontro non è il mio obiettivo, ma quello del fronte del NO”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella enews.

Secondo Renzi inftati il fronte del No “comprensibilmente, sui contenuti si trova un po’ a disagio: ma davvero vogliono mantenere tutte queste poltrone? Questo bicameralismo che non volevano nemmeno i costituenti e che furono costretti ad accettare per effetto dei veti incrociati? Questa confusione insopportabile sulla materia concorrente tra Regioni e Stato centrale che ha portato alla paralisi di cantieri, allo spreco di fondi europei, alla costante tensione istituzionale?”.

“Ogni giorno che passa diventa più chiaro: il referendum di ottobre sarà su argomenti molto semplici – spiega Renzi -. Se vince il Sì diminuiscono le poltrone; se vince il no restiamo con il Parlamento più numeroso e più costoso dell’Occidente.Se vince il Sì, per fare le leggi e votare la fiducia sarà sufficiente il voto della Camera come accade in tutte le democrazie; se vince il no continueremo con il ping-pong tra i due rami del Parlamento. Se vince il Sì avremo un governo ogni cinque anni; se vince il no continueremo con la media di un governo ogni tredici mesi. Se vince il Sì avremo meno poteri alle Regioni; se vince il No continueremo a avere venti burocrazie diverse per trasporti, infrastrutture, energie, promozione turistica all’estero. Se vince il Sì i consiglieri regionali non guadagneranno più dei sindaci; se vince il No continueremo con stipendi e rimborsi di oggi.

“Se vince il Sì – prosegue il premier – aboliremo gli enti inutili a partire dal CNEL; se vince il No continueremo con i poltronifici. Potrei continuare a lungo: sul voto a data certa, sugli istituti giuridici a tutela delle opposizioni, sulla nuova disciplina del referendum”, insomma “sui contenuti la stragrande maggioranza dei cittadini – di tutte le forze politiche – vuole rendere più semplice l’Italia come fa questa riforma, finalmente”.

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