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Lunedì 16 maggio 2016 - 12:00

Attività di governo del 10 maggio 2016

Disco verde del governo alla riforma del bilancio dello Stato

Bilancio dello Stato, approvato decreto

Il Consiglio dei ministri, che si è riunito martedì 10 maggio, ha approvato – su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan – il decreto legislativo in materia di completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato, in attuazione dell’articolo 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

Migliorare trasparenza e leggibilità del bilancio

Il provvedimento ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza del bilancio dello Stato e di favorirne la leggibilità. Esso prevede la razionalizzazione delle ‘missioni’ e dei ‘programmi’ in cui è articolato il bilancio e l’introduzione delle ‘azioni’, quali ulteriore specificazione dei programmi di spesa. Ciò consentirà di rendere maggiormente leggibili le attività svolte, le politiche sottostanti e i servizi erogati. Uno degli aspetti di maggior rilievo del provvedimento è il rafforzamento della funzione allocativa del bilancio e l’inserimento della spending review nel processo di bilancio. Le norme infatti favoriscono una più stringente programmazione finanziaria, superando l’approccio della spesa storica per spostare l’attenzione sulla priorità dei programmi esistenti e nuovi. Come previsto nel DEF 2016, saranno fissati obiettivi triennali di spesa per ogni Ministero, coerenti con gli obiettivi di finanza pubblica, e su quella base le Amministrazioni potranno presentare le proprie proposte per la legge di bilancio e stabilità. Un’attività continuativa e sistematica di analisi e valutazione della spesa potrà fornire elementi per l’esame delle scelte effettuate, la loro attuazione e i risultati attesi. Contribuisce a potenziare la programmazione delle risorse la progressiva eliminazione delle gestioni contabili fuori bilancio. Per rendere maggiormente efficiente la gestione delle risorse e più rapidi i tempi di pagamento delle amministrazioni, sono previste disposizioni per ampliare la flessibilità di bilancio e snellire le relative procedure amministrative. Recependo i pareri parlamentari, viene precisato l’ambito applicativo delle variazioni compensative in corso di esercizio. Esso riguarda tutte le tipologie di spesa ad eccezione di quelle determinate da leggi e quelle derivanti dai fabbisogni relativi agli oneri inderogabili, per cui la legge stabilisce i parametri per la loro quantificazione. La flessibilità nella fase di gestione consentirà di utilizzare in maniera efficiente le risorse pubbliche e gli eventuali spazi finanziari che dovessero crearsi, comunque nel rispetto degli obiettivi programmatici.

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto legislativo in materia di riordino della disciplina per la gestione del bilancio dello Stato e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa in attuazione dell’articolo 42, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Il decreto legislativo, in attuazione delle delega, rende più stretto e trasparente il legame tra la decisione parlamentare sull’allocazione delle risorse e i risultati dell’azione amministrativa, ponendo maggiore attenzione sul momento in cui le risorse sono effettivamente incassate ed erogate. A tal fine, il decreto dispone l’avvicinamento delle fasi dell’impegno di spesa e dell’accertamento di entrata a quelle, rispettivamente, del pagamento e della riscossione. In particolare, il decreto prevede che l’imputazione delle risorse in bilancio avvenga nell’anno in cui l’obbligazione assunta diventa esigibile. A carico di ciascun dirigente che gestisce le risorse pubbliche, nell’ambito del bilancio dello Stato, è posto l’obbligo di predisporre un ”cronoprogramma dei pagamenti” sia in fase di formazione del bilancio che in quella di gestione, per favorire la tempestività dei pagamenti stessi e la programmazione dei flussi di cassa. Ciò consente di migliorare la previsione e la gestione dei flussi di cassa, nonché quella degli andamenti di fabbisogno e debito pubblico, anche in coerenza con l’evoluzione delle regole fiscali europee. Il potenziamento del ruolo del bilancio di cassa permette, infine, di arginare il fenomeno della formazione dei residui attivi e passivi.

Il Consiglio dei ministri – su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro della giustizia Andrea Orlando – ha approvato un decreto legislativo recante disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2008/675/GAI del Consiglio del 24 luglio 2008, relativa alla considerazione delle decisioni di condanna tra Stati membri dell’Unione europea in occasione di un nuovo procedimento penale. Nello specifico, la nuova disciplina completa il quadro della c.d. libera circolazione dei provvedimenti giudiziari nell’ambito dell’Unione, fondata sul reciproco riconoscimento e la piena fiducia tra gli Stati. In particolare dà piena attuazione al Sistema europeo di informazione sui Casellari giudiziari, istituito con le due decisioni quadro numeri 315 e 316, oggetto anche esse di recepimento. Si consente così che le autorità giudiziarie possano prendere in considerazione le sentenze di condanna pronunciate, per fatti diversi, in altri Stati membri nei confronti dell’imputato, per poter trarre da quel precedente ogni utile conseguenza circa le determinazioni sulla pena da irrogare, per valutare la recidiva o per la dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato, e per stabilire ogni altro effetto penale della condanna. Si appresta così un ulteriore, importante, strumento di contrasto nei confronti dei recidivi.

Un altro decreto legislativo approvato è relativo all’organizzazione e al contenuto degli scambi fra gli Stati membri di informazioni estratte dal casellario giudiziale. Nello specifico, con il decreto legislativo si migliora lo scambio di informazioni sulle condanne, mediante la definizione delle modalità con le quali uno Stato membro, in cui è stata pronunciata una condanna contro un cittadino di altro Stato membro, (c.d. Stato membro di condanna) trasmette le informazioni su tale condanna allo Stato membro di cittadinanza della persona condannata (c.d. Stato membro di cittadinanza). Si provvede quindi alla definizione degli obblighi di conservazione di tali informazioni in capo allo Stato membro di cittadinanza e si precisano le procedure che le autorità di detto Stato devono seguire nel rispondere ad una richiesta di informazioni estratte dal casellario giudiziale nazionale. Si stabiliscono infine protocolli comuni che permettono una omogenea attività di iscrizione e interrogazione della rete dei casellari nazionali tra loro collegati. Si realizza in tal modo la compiuta base giuridica per il funzionamento del Sistema informatizzato di scambio di informazioni (c.d. Sistema ECRIS), già istituito il 26 aprile 2012 grazie al finanziamento e al supporto tecnico della Commissione europea e all’impegno di ciascun Stato membro. Si realizza così pienamente l’obiettivo di far conoscere, con un’unica interrogazione telematica rivolta al casellario nazionale di cittadinanza e in tempo quasi reale, tutti i precedenti penali di un cittadino europeo, qualunque siano le autorità giudiziarie che abbiano emesso i provvedimenti di condanna in ambito europeo.

Viene istituito, inoltre, il Sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS) in applicazione dell’articolo 11 della decisione quadro 2009/315/GAI. Nello specifico, con il decreto si persegue in tal modo la finalità di rendere operativa, dal punto di vista tecnico, l’organizzazione degli scambi di informazioni estratte dal casellario giudiziale, oggetto di previsione della decisione quadro n. 315 del 2009. Si sviluppa un sistema informatizzato di scambio di informazioni (c.d. Sistema ECRIS), tra Stati membri, sulle condanne, ai fini di una comunicazione efficace, sulla base di un formato standard, che abbia omogeneità dei dati, facilmente traducibili con dispositivi automatizzati. Ciò avviene mediante l’istituzione di tavole di riferimento delle categorie di reato e delle categorie di pene, oggetto specifico del decreto legislativo, dirette a facilitare, mediante un sistema di codici, la traduzione automatica e la reciproca comprensione delle informazioni trasmesse.

Il Consiglio dei ministri – su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro della giustizia Andrea Orlando – ha approvato un decreto legislativo recante disposizioni sanzionatorie per la violazione del Regolamento (UE) n. 29/2012 della Commissione, del 13 gennaio 2012, relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva e del Regolamento (CEE) n. 2568/91 relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva, nonché ai metodi ad essi attinenti. Nello specifico, con l’intervento, che si affianca a quello già realizzato con la legge 9 del 14 gennaio 2013, sono state inserite le sanzioni amministrative riguardanti l’indicazione obbligatoria dell’origine, nonché quelle relative alla leggibilità delle informazioni in etichetta (origine e denominazione di vendita). Tali informazioni, infatti, devono comparire nell’imballaggio in modo tale che siano facilmente visibili, comprensibili ed apposte in uno stesso campo visivo. Inoltre sono state previste sanzioni, sempre amministrative, per la mancata istituzione ed irregolare tenuta del registro di carico e scarico degli oli, obbligatorio per tutti coloro che detengono o commercializzano oli ai fini commerciali. . La competenza all’irrogazione delle sanzioni previste nel decreto è affidata al Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con le procedure previste dalla legge n. 689 del 1981. Restano ferme le competenze spettanti, ai sensi della normativa vigente, agli organi preposti all’accertamento delle violazioni. Con questo decreto si completa il dispositivo normativo che dà attuazione alla tracciabilità dell’olio, sistema indispensabile per il contrasto alle frodi nel settore oleario.

Il Presidente Renzi ha informato il Consiglio dei ministri della sua intenzione di attribuire al Ministro Maria Elena Boschi, ad integrazione della sua attuale delega, quelle di indirizzo e coordinamento in materia di adozioni internazionali e di Presidente della Commissione per le adozioni internazionali, nonché in materia di pari opportunità. Il Consiglio dei ministri ha condiviso l’iniziativa.

Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, la nomina dell’Ambasciatore capo della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea.

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