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Martedì 10 maggio 2016 - 18:27

Unioni civili verso l’ok con voto fiducia. Opposizioni attaccano

Cei: una sconfitta per tutti. Pd: legge attesa da milioni italiani
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Roma, 10 mag. (askanews) – Dopo quella del Senato, sulle unioni civili arriva la fiducia anche alla Camera dei deputati. Matteo Renzi l’aveva preannunciato che sarebbe stata “molto probabile” e così oggi in aula, dopo la bocciatura delle questioni pregiudiziali di costituzionalità di Lega e FdI, la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha annunciato che il governo poneva la fiducia sul ddl. Ma le opposizioni non hanno accettato di buon grado l’imposizione e sono partite all’attacco. Con toni anche duri accusando i colleghi del Pd di essere “servi della gleba” e di contribuire a rendere il Parlamento “uno zerbino del governo”. Come hanno fatto Lega e M5S.

Forza Italia ha invocato l’intervento delle figure istituzionali di garanzia: presidenti delle Camere e presidente della Repubblica. “Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché nella sua alta autorità e nel suo ruolo dica basta a questi comportamenti di tipo squadristico”, ha detto Renato Brunetta. Contro la fiducia è intervenuto anche monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, sostenendo che “può rappresentare anche una sconfitta per tutti”, e invocando una “maggiore partecipazione e attenzione, di maggiore rispetto per coloro i quali sono stati eletti”.

A tutti ha risposto il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato: “Abbiamo messo la fiducia perché siamo assolutamente convinti che il testo del Senato deve essere approvato così, e visti i toni usati da un pezzo dell’opposizione non sembra che la discussione avrebbe portato nulla di diverso e di positivo”. Per Rosato si tratta di “una grande legge attesa da milioni di italiani, noi rispondiamo a loro e non ad altri”.

Insomma il dado è tratto e al più tardi giovedì il ddl che introduce per la prima volta nel nostro ordinamento il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso sarà legge. Con le nuove norme sarà necessaria una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni, con la registrazione degli atti di unione civile nell’archivio dello stato civile. In questo modo i due contraenti si impegnano all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione e a contribuire ai bisogni comuni. Rispetto ai doveri che il codice civile stabilisce per i coniugi uniti in matrimonio manca l’obbligo reciproco alla fedeltà. Per ora inoltre niente adozioni, come stabilito dall’accordo interno alla maggioranza, ma tanti esponenti del Pd, e la stessa relatrice Micaela Campana, hanno assicurato che qualcosa si farà anche su questo aspetto perchè questa legge è solo un primo passo per il riconoscimento dei diritti. Del resto una nuova legge sulle adozioni è tra i prossimi impegni legislativi che i dem si sono assunti all’indomani del voto al Senato. Montecitorio ha già avviato un’indagine conoscitiva e non è escluso che, superate le polemiche di questa fase, si possa ripartire proprio da quella riforma.

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