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Martedì 10 maggio 2016 - 16:12

“Siete servi”, opposizioni all’attacco per fiducia unioni civili

Lega e M5S se la prendono con il ministro Boschi e il Pd
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Roma, 10 mag. (askanews) – “Servi della gleba”, “Parlamento come zerbino sotto un padre-padrone”, “governo che sopprime il dibattito”. L’annuncio della fiducia sulle unioni civili da parte del ministro Maria Elena Boschi ha fatto scoppiare l’ira delle opposizioni nell’aula di Montecitorio.

Come preannunciato dal premier Matteo Renzi, il governo ha deciso di accelerare l’approvazione del ddl, al più tardi verrà licenziato giovedì mattina. Ma Fi, Lega e M5S non ci stanno e dopo l’intervento della Boschi hanno chiesto di parlare: “Ringrazio il ministro che se ne va e ringrazio i servili colleghi della maggioranza che applaudivano quando il governo metteva la fiducia, è la dimostrazione palstica che questo è un parlamento dei servi della gleba per essere ricandidati: vergognatevi”, ha urlato per primo il leghista Massimiliano Fedriga che, come altri suoi colleghi, ha chiamato in causa “le istituzioni democratiche che devono garantire anche le opposozioni: i presidenti di Camera e Senato, su cui ho perso le speranze e il Presidente della Repubblica, che intervengano perchè è inaccettabile su una materia del genere arrivi il ministro Boschi a porre la questione di fiducia. Qui è a rischio la democrazia parlamentare, ma noi ci batteremo e faremo emergere cosa è diventata quest’aula, cosa sono diventati i 4 lacchè di Renzi”.

Le critiche dei grillini si sono concentrate anche sulla Boschi: “Il ministro per i Rapporti col Parlamento ha un modo tutto suo di intendere questo rapporto: entra, sta 5 minuti, il tempo di leggere una dichiarazione che ormai avrà imparato a memoria, bloccare il dibattito in aula e andar via. Questo non è curare i rapporti col Parlamento. Questo pone un problema serio – ha aggiunto Bonafede – ormai abbiamo capito che questo governo intende il Parlamento come uno zerbino mentre sorride a petrolieri e lobby, e trova favore in una maggioranza di parlamentari che dovrebbero sentirsi in dovere di difendere il dibattito in aula e non sentire come priorità ubbidire a un capo-padre-padrone abituato a calpestare il Parlamento”.

Mentre scoppiava la bagarre il presidente di turno dell’aula Roberto Giachetti ha richiamato il deputato di Cor, Maurizio Bianconi, per aver usato parole offensive contro il ministro Boschi. “Rivedremo il filmato”, ha chiarito Giachetti.

L’ultimo ad intervenire è stato Antonio Palmieri di Fi: “Eravamo in quattro iscritti a parlare per un totale di 40 minuti, è inconcepibile che questo governo sopprima l’unico spazio che avremmo avuto per dire la nostra per porre la questione di fiducia togliendo la parola anche a quei 4 deputati. Ricordo al Pd che Renzi su questo ddl aveva promesso la libertà di coscienza: la libertà se l’è presa, la coscienza spero la userete voi nel voto finale”.

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