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Martedì 19 aprile 2016 - 16:38

Al Senato si vota sfiducia opposizioni al governo, due le mozioni

Dibattito e dichiarazioni comuni, poi voto separato nominale
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Roma, 19 apr. (askanews) – Sono due le mozioni di sfiducia al governo Renzi che l’assemblea del Senato si appresta a discutere e votare. Il primo documento è firmato dal Movimento 5 Stelle, il secondo è sottoscritto invece da Fi, Lega Nord, Cor. Entrambi chiedono la sfiducia dell’esecutivo in relazione agli art.94 della Costituzione e 161 del Regolamento del Senato (quella del centrodestra lo impegna anche alle dimissioni). In merito ai lavori assembleari la discussione generale e le dichiarazioni di voto in relazione alle due mozioni saranno comuni, mentre al termine si procederà a due distinte votazioni con chiama nominale dei senatori. Sul merito del voto, al di là di ogni considerazione, “vale il dispositivo”, cioè indipendentemente dai motivi si tratta di un voto a favore o contrario al governo Renzi.

Tornando invece alle mozioni, nel loro documento i pentastellati sottolineano i “numerosi provvedimenti rivelatisi a parere dei proponenti non solo idonei a configurare i profili tipici del conflitto di interesse a capo di esponenti governativi, ma funzionali a esigenze delle maggiori lobby economiche del Paese, come quelle bancarie, finanziarie, petrolifere”. I riferimenti (espliciti) sono all’inchiesta della Procura di Potenza sugli insediamenti di Tempa Rossa che ha travolto il ministro per lo Sviluppo economico, Federica Guidi, ma che tocca anche affari petroliferi, compresa la questione delle concessioni per le trivellazioni in mare, oggetto del referendum di domenica scorsa; e gli intrecci di legami familiari in riferimento alle vicende connesse alla gestione di istituti bancari.

La mozione del centrodestra stigmatizza anche “attività anomale molto discutibili e operazioni poco trasparenti” dell’esecutivo, il fatto che “decisioni importanti, riguardanti settori vitali del Paese non trovino adeguati spazi di dibattito, in particolare al Senato”, come ad esempio avvenuto per il decreto salva-banche. Rileva anche che il “governo Renzi risulti totalmente inadeguato e non convinca per tutta la sua politica economica, per la conduzione della politica estera, per la totale assenza di tematiche risolutive sul Mezzogiorno” e sottolinea che “il peccato originale di questo governo è di moralità politica”, riferendosi al premio di maggioranza garantito da una legge elettorale “incostituzionale” e i numerosi “cambi di casacca” come pure la creazione del gruppo Ala, “sorto sulle ceneri del Patto del Nazareno con la dichairara intenzione di matenerlo comunque in vita per sostenere il governo Renzi”.

Durissime le critiche anche alla gestione delle politiche sull’immigrazione in particolare nei rapporti con la Ue: c’è una “pessima gestione del fenomeno migratorio”, mentre “su qualsiasi confronto con la Commissione europea pesa il fatto che il governo italiano è comunque disposto a cedere sempre, ‘senza se e senza ma’ in cambio della non bocciatura di una legge si stabilità tutta in deficit, pur di avere via libera per il suo deficit spending”. Le critiche approdano quindi anche alla riforma costituzionale che delinea il ruolo “dell’uomo solo al comando” e che con la riforma della legge elettorale delinea “il momento più basso della legittimazione parlamentare nella storia della Repubblica”.

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