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Martedì 12 aprile 2016 - 20:51

Davide Casaleggio sarà all’altezza dell’eredità del padre Gianroberto?

Le 3 ipotesi dopo la scomparsa del guru
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Roma, 12 apr. (askanews) – “Lasciamo stare adesso, lasciamo stareper un pochino”: è l’unica battuta che un commosso Beppe Grilloconcede alle telecamere di Repubblica tv e ai cronisti che lotallonano a Napoli mentre prende il treno per Milano, in vistadell’ultimo saluto al suo amico e “cofondatore” del Movimento 5stelle, Gianroberto Casaleggio. Il “guru” della comunicazione a 5stelle, di fatto il creatore del sistema dei meetup locali,artefice del successo del blog di Grillo e della incredibileprogressione che ha portato nel 2013 il M5S ad essere la listasingola più votata alle politiche, era stato operato nel 2014 perun problema cerebrale e l’aggravarsi, nelle ultime settimane,delle sue condizioni di salute aveva ridato fiato alle voci suicontrasti interni per la successione.
I funerali si terranno giovedì alle 11, nella chiesa milanese diSanta Maria delle Grazie. Oggi è il giorno del lutto, del doloresincero di molti parlamentari che passano per il Transatlanticocon gli occhi lucidi come Angelo Tofalo o parlano sottotono altelefono come Vito Crimi. Che esprime un sentimento largamentecondiviso: “E’ una perdita umana – dice il primo, storicocapogruppo stellato al Senato – non è questo il momento dipensare alle conseguenze. Certamente faremo qualcosa, ciriuniremo, ma ora non è il momento”. Sulla stessa lunghezzad’onda Danilo Toninelli: “Abbiamo perso – spiega – una bravapersona con delle belle idee. Oggi soffriamo, non voglio pensaread altro. Ma il movimento camminava già da tempo con le suegambe, con i suoi portavoce a tutti i livelli, Gianroberto ci hagià insegnato tutto, e quello che ci ha insegnato loconcretizzeremo ancora di più, con la continuità che daremo e lacrescita che avremo”.
In tanti cercano di evitare di commentare, di attenersi a quel”lasciamo stare per un pochino” di Grillo, ma è inevitabilevolgere lo sguardo al futuro del movimento, e l’accenno diToninelli alla “continuità” è troppo vago per avere unsignificato al di là delle emozioni del momento. Le regole delMovimento affidano alla Casaleggio associati la gestione del blogBeppegrillo.it, di tutte le consultazioni on line (dalleespulsioni alla scelta dei candidati per le varie tornateelettorali) e della comunicazione dei gruppi parlamentari.Esempio: quando il gruppo parlamentare della Camera ha votato il”licenziamento” della responsabile comunicazione Ilaria Loquenzi,Casaleggio padre ha preteso e ottenuto una marcia indietro. Senzala figura carismatica di Gianroberto, è da verificare che ilfiglio Davide abbia la forza di difendere la posizione di”commissario politico” del M5S e il peso della sua dozzina didipendenti. Ed è tutto da verificare, spiegano fonti lombarde checonoscono bene l’ambiente della Casaleggio associati, anche chelui stesso ne abbia la volontà, dato il profilo più manageriale emeno politicamente visionario di Davide. Anche se suo padre”avrebbe voluto”, raccontano, affidargli la successione in quelruolo pubblicamente defilato ma decisivo per gli equilibripolitici interni. Senza l’appoggio di Grillo, dicono nel M5S,Davide Casaleggio non ce la può fare: tutto dipende da come sicollocherà il fondatore, che già da tempo si interessa poco dellagestione ordinaria della creatura sua e di Casaleggio.
Le ipotesi sono tre, spiega una fonte parlamentare. La prima:Davide Casaleggio potrebbe accontentarsi di un ruolo “tecnico”,di gestore del movimento, lasciando spazio al crescente ruolo deldirettorio e soprattutto di Luigi Di Maio e Alessandro DiBattista: quest’ultimo forse non a caso oggi ha ribadito il suo”voto” per Di Maio come candidato premier. Il segnale di un pattointerno che per ora tiene. Seconda ipotesi: l’erede Casaleggiodifende il peso politico del cosiddetto staff, e impone ilrispetto dei patti sottoscritti da tutti i parlamentari. Inquesto caso, dovrà cercare un equilibrio con i giovani – epopolari – capipopolo parlamentari. “Ma potremmo anche fare unavotazione – butta lì un deputato – per decidere in che modoprosegue il rapporto con la Casaleggio”. Terza ipotesi, la piùtraumatica, che aprirebbe per i gruppi stellati scenari dipossibili nuove fratture e scissioni: il direttorio e i gruppiparlamentari danno vita a un nuovo blog, a una nuova struttura digestione. Inimmaginabile fino a poco tempo fa, ma occorrericordare che il M5S si fa un punto d’onore di essere promotoredel merito, delle competenze, parola d’ordine cara proprio aCasaleggio padre.
“Una cosa tipo principe ereditario ci metterebbe in imbarazzo”,sussurra un deputato, che però vede nella scomparsa del registadella comunicazione a 5 stelle anche l’occasione per “dare unpaio di botte a certe persone scelte più con criteri digradimento mediatico che di capacità”. Del resto, il capogruppodesignato (prenderà servizio fra un paio di mesi), la deputatapiemontese Laura Castelli è piuttosto nota per le critiche che haavanzato sui criteri di scelta che hanno attribuito ad alcunimaggiore visibilità rispetto ad altri. Oggi, dicono aMontecitorio, “ha superato certi malumori”. Ma sarà lei,probabilmente, a gestire il folto gruppo di Montecitorio nellafase più delicata della costruzione dei nuovi assetti di poterenel movimento. Chi conosce bene il M5S giura che nell’immediatonon accadrà nulla, anche perché alle amministrative ci si attendequalche successo significativo: “Ma a settembre il casinoesploderà”.
Bar/Int2

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