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Lunedì 4 aprile 2016 - 19:16

Mozione sfiducia M5S: inchiesta petrolio svela comitato d’affari

Posizione Renzi e ministri "incompatibile con delicati incarichi"
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Roma, 4 apr. (askanews) – Il Movimento 5 stelle depositerà domani al Senato la mozione di sfiducia nei confronti del governo Renzi. Dalle prime anticipazioni sulla bozza del documento, diffuse dalle fonti parlamentari stellate, emerge la tesi di fondo alla base della campagna lanciata dopo l’esplosione dello scandalo sul petrolio in Basilicata legato all’inchiesta della Procura di Potenza: secondo il principale gruppo di oppposizione è tutto il governo a portare la responsabilità dei rapporti con i petrolieri e non bastano le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi a chiudere il caso.

Nella bozza di mozione si legge che “la recente indagine della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Potenza – soltanto l’ultima in ordine temporale – condotta anche attraverso il supporto di intercettazioni telefoniche, svela l’operato di un articolato e consolidato ‘comitato d’affari'”. Il Governo, accusano i 5 stelle, “ha adottato numerosi provvedimenti rivelatisi non solo idonei a configurare i profili tipici del conflitto di interesse in capo a esponenti governativi, ma funzionali a esigenze delle maggiori lobby economiche del Paese, quali quelle bancarie, finanziarie e petrolifere”.

Per queste e altre ragioni, a giudizio del M5S “la situazione soggettiva del presidente del Consiglio dei ministri e di altri ministri, alla luce dei nuovi fatti emersi, risulta sempre più incompatibile con la delicatezza degli incarichi da essi ricoperti”. In particolare, la mozione concentra la sua attenzione sul ministro per i Rapporti con il Parlamento: “Anche il solo sospetto che, attraverso la sua funzione di governo, il ministro Boschi abbia potuto influenzare l’andamento delle attività di Governo nella vicenda in questione, non ne consente la permanenza nel prosieguo dell’incarico”, si legge nella proposta di sfiducia parlamentare.

Paragrafo conclusivo dedicato, almeno nella versione del testo che è stata diffusa finora, al referendum sulle trivelle: “Considerato, infine – scrive il gruppo M5S al Senato – che; in perfetta coerenza con l’attività governativa enunciata risulta, inoltre, la palese – oltreché illecita – volontà di sabotare politicamente il referendum abrogativo del 17 aprile 2016, concernente le operazioni di estrazione, produzione e stoccaggio di idrocarburi; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento del Senato della Repubblica, esprime la propria sfiducia nel confronti del Governo”.

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