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Sabato 2 aprile 2016 - 19:25

Potenza, controffensiva Renzi: siamo sotto attacco, risponderemo

"Non ci manderanno a casa". "Chi ruba lo decidono le sentenze"
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Roma, 2 apr. (askanews) – La strategia la esplicita durante il suo intervento a classe dem, la scuola politica del Pd: “Siamo sotto attacco, risponderemo punto per punto”. Matteo Renzi non intende rimanere nell’angolo in cui le opposizioni stanno cercando di trascinarlo in seguito all’inchiesta di Potenza che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi.

Quella messa in atto è, infatti, una vera e propria controffensiva politica e mediatica: stamattina con la enews, nel pomeriggio oltre un’ora di intervento davanti a militanti e amministratori dem e, soprattutto, domani il presidente del Consiglio sarà ospite di ‘In mezz’ora’. La trasmissione condotta da Lucia Annunziata avrebbe dovuto in realtà avere come protagonista Guido Bertolaso, la cui presenza è invece slittata alla prossima settimana. Se a tutto questo si aggiunge la direzione del Pd già in programma per lunedì, è ancora più chiaro cosa Renzi intendesse con quel “ribatteremo punto per punto”.

Le opposizioni si preparano ad attaccare in Parlamento il governo attraverso la presentazione di mozioni di sfiducia. “La disponibilità immediata di guidi ad un passo indietro – scrive il segretario Pd nella enews – ha gettato nel panico le varie opposizioni che a quel punto non sapendo che fare hanno iniziato ad urlare ancora più forte chiedendo le dimissioni dell’intero governo, responsabile non si sa bene di cosa. E presentando l’ennesima mozione di sfiducia. Andremo in parlamento, spero prima possibile. E ancora una volta il parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta”.

Fi, Fdi e Lega hanno presentato un documento comune sia alla Camera che al Senato, ma è soprattutto contro l’offensiva del M5s che il premier punta il dito. “Loro parlano, noi stiamo cambiando l’Italia. Dunque – insiste – faranno ancora qualche piccolo show in aula. E poi torneranno alle loro cene romane a fantasticare su nuovi complotti: del resto i capipopolo sono persone che pensano che l’uomo non sia mai andato sulla luna, che le sirene esistono, che la mafia non ha mai ucciso nessuno”.

Renzi ribadisce la decisione di presentare nei confronti dei grillini una querela, come già annunciato dal tesoriere dem. “Chi ruba va a casa, anzi in carcere, perché chi ruba non sta semplicemente rubando qualcosa ma il futuro. Chi ruba lo decidono le sentenze non i tribunali di una piazza. Ma quando si cerca di buttarla in rissa rispetto a una comunità come è il Pd, quando scrivono ‘sono tutti complici e collusi’, è giusto che chi dice questo ne risponda nelle sedi opportune”.

Il presidente del Consiglio cerca di ribaltare la situazione e si dice convinto che gli attacchi siano un modo delle opposizioni per non essere spazzate via. “Se la Camera approverà ad aprile in sesta lettura le riforme costituzionali e a ottobre ci sarà il referendum, la santa alleanza di tutti coloro che sono contro di noi e contro il cambiamento – dice – sarà spazzata via e allora attaccano ad alzo zero contro di noi, stanno aggrappati allo scoglio perché è l’unico modo che hanno di non essere spazzati via”.

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