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Venerdì 1 aprile 2016 - 20:58

Dopo caso-Guidi minoranza Pd attacca: Renzi cambi metodo

Cuperlo: "Serve un tagliando al governo"
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Roma, 1 apr. (askanews) – Nessuno, ovviamente, accoglierà l’appello M5s a votare la sfiducia al governo, quella dei grillini era solo una “provocazione” per Roberto Speranza. Ma la minoranza Pd non considera affatto chiusa la vicenda-Guidi, le dimissioni del ministro sono apprezzabili, nessuno in questo momento pensa di estendere le critiche al ministro Boschi come fanno invece quelli di M5s, ma il problema della gestione del potere da parte del premier per la sinistra Pd esiste e questa è un’occasione per mandare un segnale chiaro: “Renzi – dice un esponente della minoranza – deve capire che i prossimi mesi saranno difficili per il governo, per tanti motivi. Se fa un accordo con Bersani, con Cuperlo, allora riesce a serrare le file. Sennò rischia…”.

Non a caso, fanno notare, da Firenze Gianni Cuperlo ha lanciato un invito al premier: “Se fossi il presidente del Consiglio coglierei questa occasione per fare un tagliando al governo, vedo molta concentrazione di potere, familismo…”. Non è, banalmente, la richiesta di qualche poltrona, magari prorio quella lasciata libera dalla Guidi. La minoranza punta a riconquistare peso nei percorsi decisionali, anche nel partito, vuole sfuggire a quella morsa dei voti in direzione che “servono solo a ratificare le decisioni di Renzi”.

Il primo ad attaccare è stato Federico Fornaro, un bersaniano doc: “La vicenda che ha visto coinvolta l’ex ministro Guidi non può essere derubricato a fatto marginale perché ha portato alla luce l’esistenza di una zona grigia su cui è necessario riflettere e intervenire per cancellare dubbi e per impedire il ripetersi di comportamenti inaccettabili”. La “zona grigia” è appunto il metodo renziano di gestire partito e governo: tutto accentrato sul leader e i pochi fedelissimi.

Il simbolo di questo sistema, per la minoranza, è il ministro Maria Elena Boschi ma “allo stato non ci sono elementi per attribuirle niente”, spiega un bersaniano. Soprattutto, non è pensabile che la sinistra Pd faccia gioco di sponda con i grillini facendo cadere il governo, anche perché al momento nessuno ha alternative da mettere in campo. Ma la denuncia, “politica” come dicono i bersaniani, di un sistema di gestire potere, quella ci sarà, insieme all’affondo sul referendum.

Un modo per tenere il fiato sul collo del leader, che nei prossimi mesi dovrà affrontare passaggi delicati su più fronti, a cominciare dalle amministrative.

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