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Martedì 29 marzo 2016 - 19:00

Dopo summit Renzi-Nardella addio G7 a Firenze. Si pensa a Sicilia

Polemica in città, Fdi-Sel: "Sindaco commissariato, è burattino"
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Firenze, 29 mar. (askanews) – Niente G7 del 2017 a Firenze. Non sarebbe pronta per tempo la nuova pista dell’aeroporto di Peretola – questione da sempre dibattuta e fonte di polemiche nel capoluogo toscano – che non sarà a posto prima del 2018. Inoltre ci vorrà ancora tempo per la rinascita della Fortezza da Basso, il principale polo fieristico di Firenze. Queste e altre considerazioni avrebbero pesato nel bocciare il capoluogo toscano come sede dell’incontro internazionale. Quindi? Il G7 potrebbe tenersi in Sicilia.

Sarebbe questa l’intenzione del premier Matteo Renzi che circa un mese fa avrebbe fatto il punto a Palazzo Vecchio, sede del Comune, sulla situazione di Firenze in vista del G7. Decidendo poi per il trasloco al Sud. La notizia, scritta dal Corriere fiorentino e poi rilanciata dai media nazionali, racconta di un ‘vertice’ tra il presidente del Consiglio, il sindaco Dario Nardella, mezza giunta, il direttore generale Giacomo Parenti, il presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai e il sottosegretario Luca Lotti. E’ proprio Nardella a ‘confermare’ una parte della storia. “Che io veda e senta Matteo non è una novità – ha spiegato il sindaco -. Per il nostro rapporto personale e anche per quello politico sarebbe assurdo il contrario. Nel merito leggo però ricostruzioni fantasiose che non hanno riscontro con la realtà”.

Ma la polemica, almeno in città, è innescata. Sel, con il consigliere comunale a Palazzo Vecchio, Tommaso Grassi, attacca: “Il summit non lascia tranquillo chi ama Firenze. Come poter accettare un sindaco commissariato? E che prende appunti come a scuola?”. Anche da destra non mancano le critiche: “Il vertice che c’è stato a Palazzo Vecchio fa venire alla luce del sole ciò che avevamo già ben chiaro dall’inizio – spiega il capogruppo di Fdi in consiglio regionale Giovanni Donzelli – cioè che Nardella sarebbe stato solo un burattino nelle mani del premier”.

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