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Martedì 22 marzo 2016 - 20:41

Bruxelles, Renzi sferza l’Ue: sul terrorismo può fare di più

'Basta colombe: serve patto per sicurezza unitaria'
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Roma, 22 mar. (askanews) – Doveva essere il giorno dell’incontro con Pierre Moscovici, si doveva battagliare per la flessibilità e per gli investimenti. Gli attentati di Bruxelles hanno sconvolto l’agenda, ma il bersaglio di Matteo Renzi è sempre lo stesso: un’Europa intrappolata nelle divisioni interne, nell’incapacità di tradurre le discussioni in azioni concrete. Quei limiti che impediscono di agire per la crescita, o di affrontare l’emergenza migranti, ma anche di collaborare sul serio nella lotta al terrorismo e di giungere ad una struttura di sicurezza unitaria. Limiti che vanno finalmente superati, perché – dice Renzi con una punta di sarcasmo – “nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà sempre più forte l’azione a livello europeo, voglio sperare”.

Dopo l’attacco “al cuore della Ue”, alla sua “capitale” Bruxelles, per il premier “ci vuole un patto europeo, per la libertà e la sicurezza. Stavolta, l’Unione europea vada fino fondo”, reclama il premier, visto che “è dal 1954 che l’Europa discute e litiga sulla difesa comune” senza arrivare ad un risultato. E “non è più tempo di colombe”, cioè di Paesi che – spiegano dal Pd – in cambio di una certa tolleranza magari speravano di essere al riparo dagli obiettivi. Un riferimento che qualcuno interpreta rivolto proprio al Belgio, da cui già partirono i terroristi di Parigi, ma che stavolta da base logistica è diventata bersaglio.

Ma Renzi chiede alla Ue anche un salto di qualità nel livello delle indagini, partendo dal fatto che Salah per mesi è rimasto nascosto nel suo quartiere. Un upgrade che affronti il dato di fatto che “i terroristi sono ‘dentro'” i confini dell’Europa, godono di protezioni “nelle nostre città”. Aspetto che rende necessario un approccio su cui l’Italia – rivendica Renzi – può offrire il suo know how al resto d’Europa: infiltrare le reti terroristiche, lavorare su informatori e possibili pentiti. “L’Italia ahimè ha un’esperienza da offrire”, perché “le forze di sicurezza italiane hanno dovuto affrontare minacce terribili, dalla mafia, al terrorismo, al brigatismo”. E dunque “siamo totalmente a disposizione per lavorare insieme alle istituzioni europee ad un progetto organico”.

Poi Renzi ribadisce l’altro ‘pilastro’ della ricetta italiana, l’investimento nella cultura e nelle periferie (“Un euro in sicurezza, un euro in educazione”). E sferra un attacco a chi offre “soluzioni miracolistiche”, e chi invoca la chiusura delle frontiere: “Non si rendono conto di quanto sarà lunga questa storia”. Ma soprattutto, “di fronte ad attacchi come questi non c’è colore politico o partitico”, è l’appello di Renzi che domani mattina ha convocato i capigruppo di maggioranza e opposizione. Non è tempo per colombe – avverte il premier – ma “non è tempo neanche per gli sciacalli”.

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