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Domenica 20 marzo 2016 - 21:12

Renzi a minoranza Pd: basta beghe, domani facciamo i conti

"Verdini serve perchè in 2013 abbiamo perso"
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Roma, 20 mar. (askanews) – Ieri aveva promesso che avrebbe ribattuto alle critiche colpo su colpo. E Matteo Renzi non ha perso tempo: un intervento a sorpresa al congresso dei Giovani Democratici si trasforma nell’anticipo della Direzione Pd di domani, quando – promette il premier-segretario – “faremo i conti”. Perchè Renzi vuole che il partito parli di “cose serie” e la smetta di occuparsi di “piccole beghe”. E allora inizia a rispondere a tutte le critiche: sul Jobs act, sul sostegno di Verdini, sulla posizione di astensione al referendum anti-trivelle. Parlando ai giovani Dem perchè ascoltino “i grandi”, quelli che “litigano”. Certo, “io sono orgoglioso del nostro partito che discute, mentre quelli che ci criticano aspettano che il ‘sacro blog’ dica sì o no o prendono ordini da una villa brianzola”. E tuttavia “vorrei parlare di cose serie e non di piccole beghe. Ma su questo – appunto – facciamo i conti domani”.

Prima accusa: “Mi dicono: ‘Tu governi con i voti del centrodestra…’. Perchè abbiamo perso le elezioni!Conosco un metodo infallibile per governare senza Verdini e Alfano: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta”. E aquelli che dicono ‘Verdini ha votato la fiducia…’ L’ha votata come con il governo Letta e con il governo Monti”. Seconda accusa, l’astensione al referendum sulle trivellazioni: “E’ uno spreco da 300 milioni” con l’obiettivo di “sprecare il gas e il petrolio che ci sono e per cui ci sono le infrastrutture per l’estrazione”. Insomma, “liberi di votare come credete, ma leggete bene il quesito”. Altra accusa, troppi voti di fiducia: “Noi una volta ogni due settimane chiediamo la fiducia. Forse persino un po troppe volte… ma se non metto la fiducia col cavolo che passano le unioni civili, col cavolo che passa la legge elettorale. Se non metto la fiducia mi si bloccano le cose in Parlamento”.

E poi il tema primarie, su cui Renzi gioca d’anticipo. Il vice segretario Guerini ha annunciato una proposta di legge che tre renziani di ferro (Parrini, Marcucci e Fanucci) hanno preparato: “La regola delle primarie è che chi perde dà una mano, non scappa. E io lo so perchè ho perso”. Detto fatto, perchè nella proposta di legge targata Pd l’esito delle primarie sarà vincolante, pena sanzioni pecuniarie.

Insomma, toni più che battaglieri, e dalla minoranza Pd l’unica risposta arriva in serata da Domenico Fornaro: “‘Domani facciamo i conti non è una frase che dovrebbe uscire dalla bocca del segretario di un grande partito della sinistra europea. Renzi ricordi che, da sempre, un segretario convoca la direzione del suo partito anche per ascoltare le ragioni della minoranza e per ricercare una sintesi unitaria, a maggior ragione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali”.

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