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Sabato 19 marzo 2016 - 12:58

Renzi: Salah arrestato in Belgio, risposta Ue sia culturale

"Questione educativa rilevante almeno quanto quella securitaria"
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Roma, 19 mar. (askanews) – Felice per l’arresto di Salah, il terrorista responsabile della strage al Bataclan di Parigi, ma con una “riflessione ulteriore” necessariamente da fare: “Il terrorista Salah è stato ritrovato a casa sua. Cioè nei luoghi in cui è nato, cresciuto, diventato uomo. Non era in Siria, non era in Afghanistan, non era in Africa, non era su un barcone. Era a Bruxelles, in un quartiere della città. A due chilometri di distanza da dove si tengono i vertici dell’Unione Europea”. Duqneu, scrive Matteo Renzi nella e-news ai suoi sostenitori, la conferma di ciò che l’Italia “dice da mesi in tutte le occasioni: accanto a una risposta credibile sul piano securitario l’Europa deve avere una strategia sui temi della cultura, delle periferie, dell’educazione”.

Il presidente del Consiglio si dice “contento” per l’arresto di Salah, “penso alle famiglie delle vittime, cominciando da quella di Valeria Solesin”. Ma poi si chiede: “Tutto risolto, dunque? Ovviamente no. La minaccia terroristica esiste e resiste dappertutto, anche in Europa, anche in Italia. Dunque è fondamentale non abbassare la guardia, investendo sugli strumenti tecnologici (in questo caso il terrorista è stato individuato grazie a un vecchio telefonino), sulla sicurezza, sulle forze di polizia”. Ma soprattutto bisogna investire in cultura: “Lo abbiamo sintetizzato con una proposta che è già diventata legge nel nostro Paese con la Stabilità: per ogni euro investito in sicurezza, un euro investito in cultura. Per ogni euro investito in polizia, un euro investito in educazione. Sono gli stanziamenti già previsti dalla legge di stabilità. Ma ogni giorno che passa siamo sempre più convinti che questa proposta italiana debba diventare legge anche in Europa. Gli attentatori di Parigi erano cresciuti in Belgio. Il boia dell’Isis era cresciuto in Inghilterra. I killer di Charlie Hebdo erano francesi. Esiste una questione educativa in Europa che è rilevante almeno quanto quella securitaria. Sottovalutarla sarebbe un errore clamoroso”.

E cita una frase riportata in vari reportage sull’arresto di Salah, una frase “impressionante e illuminante” di un conoscente del terrorista: “‘Solo voi stranieri potevate pensare che uno nato e cresciuto a Molembeek potesse andare via’. Uno nato e cresciuto a Molembeek, Bruxelles, Europa. Spero che la proposta italiana (che presto diventerà anche la proposta di tutta la sinistra europea, socialisti e democratici) sia fatta propria anche dagli altri Paesi. E che si dia centralità agli investimenti educativi, culturali, urbanistici nelle periferie di tutta Europa. Per ogni euro in sicurezza un euro in cultura, per ogni euro alla polizia un euro nelle scuole. Altrimenti non perdiamo solo la sfida del terrorismo: perdiamo noi stessi”.

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