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Sabato 19 marzo 2016 - 17:47

Di Maio: don Diana ucciso di nuovo dal governo. Ed è polemica

Boschi: nessun taglio ai fondi per vittime mafia, propaganda deprimente
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Roma, 19 mar. (askanews) – Nel giorno dell’anniversario della morte di don Peppe Diana, parroco assassinato dal clan dei Casalesi il 19 marzo del 1994, il vicepresidente della Camera, il grillino Luigi Di Maio, ha lanciato l’accusa: è stato “ucciso un’altra volta” da “premier, sottosegretari e ministri” perchè “il Governo Renzi ha bloccato i fondi per risarcire i famigliari delle vittime di mafia”. Parole affidate ad una lettera che l’esponente M5S ha lasciato sulla tomba di don Diana, scatenando la polemica.

Dal Pd l’accusa di “fare sciacallaggio e propaganda”, “viene la nausea”, ha attaccato l’europarlamentare Pina Picierno. “Preferiscono la strumentalizzazione della lotta alle cosche anziché farla davvero. Con un risultato sicuro: indebolire l’azione delle istituzioni e aiutare le mafie”, ha fatto eco il senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in commissione Antimafia.

E a negare l’accusa di Di Maio è intervenuta la ministra Maria Elena Boschi: “Oggi il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha dimenticato di essere anche un uomo delle Istituzioni: fare bassa propaganda politica, e farla con la menzogna, è davvero deprimente. Di Maio mente sapendo di mentire. Non c’è stato nessun taglio ai fondi alle vittime di mafia”.

Boschi ha fornito “i numeri” a dimostrazione: “per il risarcimento delle vittime di mafia nel corso del 2015 è stato deliberato un importo complessivo di 56,520.287,46 milioni con un incremento del 55% rispetto all’importo erogato nel 2014 pari a 36.441.741,93 milioni. Inoltre nel periodo luglio 2015-febbraio 2016 l’importo complessivo deliberato è di euro 29.423.077,25. In aggiunta con l’ultima legge di Stabilità c’è stato un ulteriore aumento di spesa, a partire dal 2016, pari a 250 mila euro annui per borse di studio riservate anche agli orfani e ai figli delle vittime del terrorismo e della criminalità. Si stanno invece definendo criteri più rigidi per l’erogazione dei rimborsi delle spese legali alle associazioni delle vittime della mafia analogamente a quanto già avviene per le vittime dell’usura per le quali sono tenute appositi elenchi vigilati”.

“Continuo a pensare – ha detto la presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi – che nel giorno dell’anniversario della morte di don Peppe Diana se ne debba ricordare la generosa battaglia contro il potere della camorra, testimoniando l’unità del Paese nella lotta alle mafie anziché polemizzare tra istituzioni”.

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