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Mercoledì 16 marzo 2016 - 10:33

Maroni: Roma andava lasciata a Berlusconi, così è perduta

Governatore al Corriere: "Non si vince facendo guerra a alleati"
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Milano, 16 mar. (askanews) – “A suo tempo ero convinto che si dovesse lasciare la scelta del candidato a Silvio Berlusconi: a Roma Forza Italia è il partito maggiore del centrodestra, e dunque Berlusconi si assuma la responsabilità di decidere lui.Però, questo andava fatto prima”. E’ quanto dichiara il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in un’intervista al “Corriere della Sera in edicola oggi in merito alle elezioni comunali nella Capitale.

Precisando che “questa è una crisi romana e non nazionale, io ancora spero si possa trovare una soluzione”, ma convinto che a Roma “il centrodestra non andrà neppure al ballottaggio”, Maroni di fronte al rischio “che ci possa essere un ‘contagio’ in tutto il centrodestra” replica che “è esattamente quello che dobbiamo evitare ma sono convinto che sia possibile”. Alla domanda di Marco Cremonesi che “la battaglia” nella Capitale sia “magari per la leadership del centrodestra”, il governatore risponde: “E’ una battaglia che non si vince facendo la guerra all’alleato ma con progetti e proposte. La leadership la ottieni con la lotta sull’euro e sull’aliquota fiscale unica e poi conquistando la fiducia di un’intera area. Ma quando il leader del tuo partito viene attaccato, è normale un compattamento dei ranghi”.

“Roma è perduta?” chiede il giornalista del Corsera, secca la risposta di Maroni: “Così, certo. Ci sono quattro candidati che fanno riferimento all’area: Bertolaso, Meloni, Marchini e Storace. E il problema maggiore è la chiusura di ogni spazio politico”. Sull’ipotesi di una futura lista unica del centrodestra, Maroni spiega che “a Roma non abbiamo dato il meglio, ma spero si possa continuare a lavorare perché il bello della politica è la sua imprevedibilità”, poi ribadisce l’importanza dell’unità delle forze del centrodestra: “Il modello Lombardia ora è stato applicato a Milano, anche se io sono stato criticato per aver sostenuto l’alleanza anche con il Nuovo centrodestra. Ma fino a pochi giorni fa, tutti giuravano che avrebbe vinto Giuseppe Sala. Oggi, invece, Stefano Parisi si è portato alla pari nei sondaggi e ci giocheremo una gran partita”.

Su Silvio Berlusconi, il presidente lombardo afferma: “Ogni tanto lo sento e devo dire che è questo che mi rende ottimista.Recentemente, era un po’ amareggiato. Ma non ha avuto parole ostili nei confronti di Salvini, non ho sentito parole di rottura. Di preoccupazione sì. Ma non di rottura: c’è spazio”.

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