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Giovedì 10 marzo 2016 - 17:12

In arrivo codice etico deputati, rifiutare i doni sopra i 200 euro

Testo in Giunta Regolamento, ma l'unica sanzione è la pubblicità
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Roma, 10 mar. (askanews) – La Camera dei deputati accelera sull’adozione di un codice di condotta dei deputati: oggi il capogruppo del Misto, Pino Pisicchio, ha presentato in Giunta per il Regolamento due testi, uno sul codice etico e l’altro di regolamentazione dell’attività di lobbying all’interno di Montecitorio. Il 24 marzo alle 8.30 ci sarà una nuova riunione e la proposta di Pisicchio è di adottare il testo, direttamente con un voto in Giunta, in via sperimentale, come una sorta di protocollo che non interferisce con i profili regolamentari. Se si procedesse infatti a una modifica del Regolamento sarebbe necessario un passaggio in aula che allungherebbe inevitabilmente i tempi.

Ma perché tanta fretta a nove mesi dal convegno che nel giugno scorso alla Camera mise a confronto le varie esperienze internazionali facendo emergere il ritardo impietoso dell’Italia sul tema? Un codice infatti è stato adottato da numerose assemblee parlamentari nazionali e internazionali, come l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, il Parlamento europeo, il Bundestag tedesco, la House of Commons britannica, l’Assemblée Nationale francese. Ad aprile però il nostro paese sarà sottoposto al giudizio del Greco (Group of States against Corruption), l’organismo istituito dal Consiglio d’Europa nel 1999 per il contrasto alla corruzione: uno dei criteri di giudizio riguarderà appunto l’adozione da parte delle Camere di un codice deontologico per i propri membri. Quindi bisogna accelerare.

“Sono tre i punti su cui si concentra la mia proposta – ha spiegato Pisicchio – la riconduzione delle norme legislative e regolamentari disperse qua e là in un testo unico: ad esempio i casi di incompatibilità previsti dalla Giunta per le elezioni o l’obbligo della trasparenza sulle dichiarazioni patrimoniali dei deputati; i doni: viene stabilito che un deputato debba rifiutare doni superiori ai 200 euro; infine si fa riferimento al codice di condotta adottato dai parlamentari europei, un codice già condiviso a Strasburgo da molti gruppi presenti anche nel nostro Parlamento”. E le sanzioni? “Stabilire sanzioni significherebbe modificare l’articolo 60 del regolamento della Camera e quindi passare al vaglio dell’aula”. Se invece, per questioni di celerità, si decide di adottare un semplice Protocollo “l’unica sanzione che si può adottare è la pubblicità della violazione del codice attraverso la pubblicazione ad esempio sul sito della Camera”. Quanto al regolamento sulle attività di lobbying a Montecitorio, Pisicchio spiega che vengono stabilite regole sui lobbisti che frequentano la Camera attraverso innanzitutto un albo dove bisogna dichiarare la propria attività.

Durante la seduta della Giunta, la presidente della Camera, Laura Boldrini, che più volte ha sollecitato a procedere col codice di condotta, ha sottolineato “l’importanza di andare avanti”.

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